«Una grande operazione di sciacallaggio su un caso che non esiste. Una mossa per inseguire Vannacci che sull`immigrazione toglie consensi alla maggioranza».
Per Alessandro Alfieri, senatore e capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa, a dettare l`attivismo del governo su Ceuta è più l`ascesa del generale nei sondaggi che la reale preoccupazione per l`arrivo di migranti in Europa.
Non c`è un allarme immigrazione, dopo Ceuta?
«I dati dicono che i problemi del passato oggi non ci sono. Il polverone che la maggioranza ha sollevato è inesistente, un`operazione politica a tavolino. Non c`era nessuna urgenza per il nostro Paese, innanzitutto perché Schengen non si applica a Ceuta, un`exclave spagnola in territorio africano che non fa parte dell`unione doganale. Meloni questo lo sa benissimo».
Una mossa di propaganda?
«Una strumentalizzazione evidente, ma anche qualcosa di più. Un`azione coordinata di tutte le forze sovraniste e dei vari influencer del mondo Maga che hanno sfruttato quelle immagini forti per cavalcare le loro campagne elettorali permanenti. Speculano sul piano dell`emotività, senza alcun rispetto dei fatti. Lo stesso Trump se ne è già servito per le mid-term».
C`è chi ipotizza che si sia trattato di un`ondata pianificata a tavolino per danneggiare Sanchez.
«Penso si siano combinati più fattori. Indubbiamente c`erano stati elementi di tensione fra il governo marocchino e quello spagnolo, che ha rafforzato i propri rapporti con l`Algeria per gli approvvigionamenti energetici. Poi è arrivato lo sciacallaggio dei sovranisti».
Lo stop a Schengen ha fatto imbufalire Madrid…
«Un caso clamoroso di come si costruisce una campagna su un dato completamente falso. Impiegando le nostre forze dell`ordine per compiti totalmente inutili come controllare chi arriva in vacanza dalla Spagna. E buttando risorse che invece potrebbero essere destinate alla sicurezza delle nostre città. Io sono stato in missione in Marocco, ho visto come funzionano i protocolli con la Spagna sull`immigrazione: sono efficaci. La stragrande maggioranza di quelle persone è già tornata o tornerà indietro».
Meloni cerca di riaccreditarsi con Trump?
«Lo vedo più come un tentativo di reggere il colpo rispetto a Vannacci che sull`immigrazione costruisce un pezzo della sua narrazione. E di provare a esercitare un ruolo di guida sui sovranisti europei e imporre la propria agenda in Ue».
Tentativo riuscito?
«La lettera a Bruxelles è stata firmata da molti leader. Questa narrazione trova sponde in partiti che si dicono moderati, come i popolari tedeschi e spagnoli, ma che per esigenze di politica interna si sono saldati coi sovranisti».
Che ne pensa dell`idea di replicare in Africa il modello Albania?
«Abbiamo già sperimentato come esternalizzare le frontiere non solo non funziona, ma è estremamente costoso. L`esperimento fallito in Albania è costato 800 milioni ai contribuenti italiani. Replicarlo nei Paesi africani vorrebbe dire spostare lì non solo forze di polizia che potrebbero essere utilizzate meglio nelle città, ma anche personale sanitario di frontiera, polizia penitenziaria, magistrati. Con quei soldi si potrebbero garantire condizioni dignitose ai centri già esistenti in Italia che versano in pessimo stato. E dare più risorse alle forze dell`ordine».
Per la destra Ceuta dimostra il fallimento del modello Sanchez che piace al Pd.
«Non bastano i video di un evento tragico per mettere in discussione un sistema che in Spagna sta funzionando, che ha permesso di rivitalizzare un Paese con un tasso di crescita molto superiore al nostro. E lo ha fatto, oltre che per un uso accorto delle risorse europee, anche grazie a politiche migratorie che rimediano alle carenze croniche di alcune professionalità dando maggiore sostenibilità al mercato del lavoro e al welfare spagnolo. Ognuno ha il suo modello, noi non dobbiamo importare qui quello spagnolo. Ma possiamo prendere spunto da ciò che ha funzionato».
Qual è la ricetta del Pd?
«Bisogna ragionare in modo serio su canali di immigrazione regolari per far fronte al calo demografico, alle richieste del nostro mercato del lavoro e alla sostenibilità del nostro sistema previdenziale e di welfare, sostituendo alla logica emergenziale dei decreti flussi del governo una programmazione pluriennale. In questo senso servono accordi con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo per portare persone già formate.
Era l`idea del piano Mattei…
«Peccato però che su questo fronte non abbiamo visto nulla di concreto, solo annunci. Il governo preferisce cavalcare l`onda emotiva, sbandierando la chiusura dei confini».