Senatore Alessandro Alfieri, esponente riformista nella segreteria di Elly Schlein, dove si è incagliata la strategia «testardamente unitaria» ed egemonica del Pd, che nei sondaggi arranca?
«I sondaggi, sia favorevoli che sfavorevoli, in questa fase vanno presi con cautela. Oggi dobbiamo pensare a costruire una concreta alternativa. E possiamo farlo perché in questi anni di opposizione abbiamo costruito una coalizione. Quattro anni fa di questi tempi andavamo alle elezioni politiche divisi in tre».
E il tema del contendere non riguardava esattamente l`Ucraina?
«Sì. Ma non solo. Partiamo oggi da quattro anni di lavoro sull`agenda economica e sociale. Penso al salario minimo, al sostegno agli stipendi, alla difesa di sanità e istruzione pubblica, alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Penso al tema della sicurezza che, su impulso nostro e dei nostri sindaci, è diventato qualificante per il Pd per garantire la coesione sociale delle nostre comunità. Certo, poi c`è la politica estera. Dobbiamo trovare punti di sintesi avanzate, perché su questo si misura la credibilità di un governo soprattutto a livello internazionale».
Lavorare come e su cosa?
«Abbiamo fatto progressi e trovato posizioni condivise in Parlamento riguardo il futuro di Gaza, sulla condanna al regime liberticida di Teheran e al tempo stesso verso le guerre scatenate da Trump e Netanyahu, che hanno incendiato il Medio Oriente e creato il caos a livello internazionale».
Quanto invece all`Ucraina?
«Sono convinto che si possa costruire insieme una proposta a partire da un nuovo protagonismo dell`Europa e un mediatore unico che rappresenti i 27; non demandando ai soli Xi, Trump, Putin di dibattere della soluzione delle principali crisi internazionali. La mediazione di Bruxelles a mio avviso dovrebbe porre al centro il tema di una nuova architettura della sicurezza europea, in quanto unico modo per arrivare a un cessate il fuoco duraturo in Ucraina. Nel frattempo dobbiamo evitare che donne, bambini e civili muoiano sotto i bombardamenti russi. Credo che anche l`elettorato 5 Stelle sia interessato a evitare altre morti innocenti, dando alla popolazione ucraina gli strumenti difensivi utili a intercettare i missili russi».
Che il Pd anteponga l`unità della coalizione alle proprie priorità programmatiche, non rischia di appannare il profilo di Schlein in vista delle primarie?
«Dall`indomani del referendum abbiamo realizzato un percorso di ascolto della base e di lavoro dei gruppi parlamentari che verrà finalizzato negli organismi dirigenti. Siamo pronti al confronto con le altre forze politiche. Chiaro che adesso definire la cornice programmatica che tiene unita la coalizione assume preminenza assoluta. Non è più rinviabile».
Non serve anche che Schlein qualifichi la propria proposta in vista del duello con Conte?
«L`urgenza adesso è definire la cornice programmatica comune. Noi ci saremo con le nostre proposte. Poi sceglieremo insieme il metodo di selezione della leadership».
Intanto aleggiano altre candidature per le primarie (da Ruffini e Gori) e non si tacitano i fautori di terze figure unitarie per sventare i contraccolpi della divisione sul voto politico…
«Discutere di regole di primarie e terze candidature non è quel che serve al centrosinistra in questo momento. Non vanno trasmessi messaggi che disorientino la base. Più lavoreremo sulle nostre proposte per sostenere gli stipendi, contrastare il caro bollette e garantire la sicurezza delle nostre comunità, valorizzando l`impegno unitario di questi mesi, più forte sarà il Pd».
Il nuovo addio annunciato di Emanuele Fiano, dopo altre defezioni, non vi allarma?
«Spero che Lele ci ripensi. Lavoriamo per far sentire tutti a casa loro e far vivere il profilo plurale del Pd».


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