“Come Pd ci asteniamo su un decreto che presenta criticità. Vogliamo tutelare la filiera italiana delle bioplastiche compostabili, perché rappresenta un patrimonio industriale e tecnologico del Paese. Ma vogliamo anche salvaguardare l’industria italiana del riciclo, che oggi rischia di perdere competitività proprio mentre chiediamo all’Italia di accelerare sull’economia circolare. E soprattutto vogliamo evitare che il costo dell’incapacità di governare questa transizione venga scaricato ancora una volta sui Comuni, sulle imprese e sui cittadini. Perché alla fine è questo il punto. Il Governo annuncia di aver tolto il bollo su una parte delle automobili, ma ogni giorno rischia di scaricare un nuovo bollo sui cittadini. Oggi possiamo dire che rischia di averne messo uno sulla plastica, che rischia di arrivare direttamente nella TARI delle famiglie”. Lo ha detto il senatore Lorenzo Basso, vicepresidente della Commissione Ottava del Senato.
“Perché se la plastica che i cittadini separano non viene ritirata- ha continuato Basso – se gli impianti si riempiono, se la materia prima seconda non trova mercato e se i maggiori costi della raccolta e dello stoccaggio ricadono sui Comuni, alla fine qualcuno quel conto dovrà pagarlo. Questo Governo aveva i dati. Aveva ricevuto l’allarme dei Comuni. Aveva le possibili soluzioni. E aveva davanti, con questo decreto, anche lo strumento legislativo per cominciare a intervenire. Ha scelto di non farlo. Ed è questa la ragione per cui il nostro giudizio resta fortemente critico. Non voteremo contro, perché riconosciamo che il decreto risponde a un’esigenza reale e tutela una filiera industriale importante. Ma non possiamo neppure votare a favore di un provvedimento che la stessa maggioranza ha dovuto correggere e ridimensionare poche settimane dopo averlo adottato d’urgenza e che, soprattutto, lascia fuori la crisi più grave che oggi attraversa il sistema italiano delle plastiche. L’economia circolare non si costruisce con le deroghe dell’ultimo minuto e nemmeno con le roadmap che rimangono nei cassetti del Ministero. Si costruisce facendo funzionare le filiere: riducendo il monouso dove è possibile, utilizzando il compostabile dove serve davvero, creando un mercato per le materie prime seconde e garantendo che ciò che chiediamo ogni giorno ai cittadini di differenziare possa essere effettivamente riciclato. Su questo il Governo – ha concluso Basso – aveva la possibilità di fare molto di più. Non lo ha fatto. E non può chiedere ai cittadini di pagare il conto della propria inerzia”.


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