“Questo provvedimento offre delle risposte alle profonde trasformazioni che stanno interessando il mondo delle professioni, ben 15 ordinamenti professionali con oltre 700mila professionisti. Per questo abbiamo accompagnato il lavoro in Commissione sempre con spirito costruttivo sapendo che era indispensabile una importate opera aggiornamento. Quanto fatto presenta però luci ed ombre. Emergono, infatti, alcuni aspetti positivi: dalle nuove norme sulla specializzazione e sulla formazione continua con competenze sull’ avvento della IA. Positive le norme che tutelano meglio la parità di genere pur restando irrisolto il gap reddituale esistente tra uomini e donne, con le donne che nelle libere professioni guadagnano in media la metà dei colleghi maschi. Esistono tuttavia dei limiti strutturali poiché, trattandosi di una legge delega avente per oggetto 15 professioni diverse, si sono dovuti enunciare principi generici lasciando così irrisolti alcuni nodi. In particolare non è stata definita con precisione la perimetrazione delle specifiche materie di competenza esclusiva con il rischio che ciò comporti ulteriori frizioni tra i professionisti. Inoltre rimane sul tappeto il tema dell’equo compenso, un peccato perché era l’occasione per dare ai professionisti le tutele che meritano. Sarebbe servito anche più coraggio sull’accesso alla professione. Anche in questo caso, come già nel caso della professione forense sarebbero servite misure atte a garantire l’avvio del tirocinio professionale già nella fase degli studi universitari. Altro aspetto da non trascurare è la necessità di tutelare maggiormente l’autonomia degli ordini professionali, meno sottoposti al controllo del ministero della Giustizia. Ci aspettiamo che in sede di attuazione questi aspetti trovino soluzione. La legge, quindi, fa fare passo avanti ma che presenta ancora dei nodi da sciogliere, motivo per il quale il nostro sarà un voto di astensione. Così il sen. Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenendo nell’aula di palazzo Madama in sede di dichiarazione di voto sulla Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”.


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