“Leggo e ascolto dichiarazioni di giubilo da parte di esponenti del governo e della maggioranza dopo l’approvazione del ddl sul nucleare. L’ennesimo manifesto di propaganda di un governo che arranca. Una legge inutile che annuncia il ritorno dell’atomo ma non dice quanto costerà, quando produrrà energia, quali tecnologie saranno effettivamente disponibili e soprattutto chi pagherà il conto. Il nostro No nasce da qui.
La transizione energetica non è una battaglia tra tifoserie. Non esistono modernisti da una parte e antinuclearisti dall’altra. Esistono la scienza, i numeri, i costi, i tempi industriali e la sicurezza energetica. Non a caso il premio Nobel Giorgio Parisi, ascoltato in Parlamento, ha definito questo provvedimento ‘molto rumore per nulla’, contestando la reale consistenza dello scenario nucleare prospettato dal Governo.
Si parla poi di indipendenza energetica senza spiegare da dove arriverà il combustibile necessario. L’Italia non produce uranio e l’Europa dipende dalle importazioni, con una parte significativa della filiera ancora legata alla Russia e all’Asia centrale. Prima di parlare di indipendenza bisognerebbe spiegare al Paese approvvigionamenti, dipendenze e costi.
E poi ci sono le scorie. L’Italia non è ancora riuscita a realizzare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi che già possiede. Dopo quattro anni questo Governo non ha risolto il problema ereditato dal vecchio nucleare e ora pretende di aprire un nuovo ciclo senza aver chiuso quello precedente.
Il nostro non è un No alla ricerca. Vogliamo più investimenti nelle università, nell’ENEA, nelle tecnologie avanzate e nella fusione nucleare. Ma non accettiamo che il futuro della scienza venga utilizzato per vendere nel presente una promessa che oggi non produce un kilowattora e non riduce di un euro le bollette.
Famiglie e imprese hanno bisogno oggi di energia a costi sostenibili. Servono rinnovabili, reti, accumuli, ricerca e investimenti con tempi industrialmente credibili.
Per questo il nostro No è netto: no al nucleare-manifesto, sì alla scienza, alla ricerca e a una politica energetica seria. L’Italia ha bisogno di scelte vere, non dell’ennesimo annuncio del Governo.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.