“Il Rapporto presentato oggi dalla Fondazione GIMBE consegna
alla politica numeri che non possono essere ignorati:
tra il 2023 e il 2026 il Servizio sanitario
nazionale ha accumulato 18,8 miliardi di cosiddetti “tagli
invisibili”, misurati rispetto alla quota di PIL destinata alla
sanità nel 2022. E per il triennio 2027-2029 GIMBE quantifica in
altri 32,3 miliardi il divario tra la spesa sanitaria prevista e
il finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Nel frattempo
quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato a visite o esami.
Sono numeri che vanno ben oltre la contabilità pubblica”. Così
Francesco BOCCIA, presidente dei senatori del Partito
Democratico, a margine della presentazione alla Camera del
Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio Sanitario
Nazionale.
“In un Paese nel quale aumentano il costo della casa, della
spesa, dell’energia e dei carburanti, costringere le persone a
pagare sempre di più anche per curarsi significa trasformare la
malattia in una disuguaglianza economica. Chi può paga e aggira
le liste d’attesa, chi non può aspetta o rinuncia. E quando il
diritto alla salute dipende dal reddito, è il principio stesso
di uguaglianza della nostra Costituzione ad arretrare. Questa
dovrebbe essere l’emergenza nazionale e la prima priorità della
prossima manovra. Invece, mentre milioni di italiani fanno i
conti con salari erosi dall’inflazione, affitti insostenibili e
cure alle quali sono costretti a rinunciare, Meloni e la sua
maggioranza tengono il Parlamento bloccato sulla legge
elettorale. Un Governo dovrebbe preoccuparsi di impedire che la
malattia diventi una condanna economica, non delle regole con
cui provare a restare al potere. Prima vengono la salute, la
dignità e la vita delle persone. Tutto il resto viene dopo”,
conclude.