“La lunga e rigorosa relazione di Giuseppe Conte ha rimesso oggi in ordine i fatti, restituendo verità a uno dei passaggi più drammatici ma anche più alti della storia repubblicana. È amaro dover ricordare ed essere costretti a difendere, anni dopo, ciò che il Paese ha vissuto sulla propria pelle: le migliaia di vittime, gli ospedali sotto pressione, il sacrificio di medici, infermieri, volontari, Protezione civile, amministratori locali e servitori dello Stato che, con straordinario senso del dovere, tennero unito il Paese. Quella fu l’Italia della solidarietà e del principio costituzionale per cui nessuno doveva essere lasciato indietro. Il Governo Conte operò dentro un’emergenza senza precedenti, assumendosi la responsabilità delle decisioni nel confronto con la comunità scientifica e con le Regioni. Lo posso testimoniare direttamente, perché ero Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. Avremmo potuto esercitare i poteri sostitutivi dello Stato, ma scegliemmo la leale collaborazione. Se la maggioranza avesse avuto il coraggio di ascoltare davvero le Regioni, avrebbe sentito confermare il ruolo decisivo svolto dal Governo in quei mesi. L’Italia, inoltre, contribuì a cambiare l’Europa, aprendo la strada al debito comune, al Next Generation EU e al PNRR. Non fummo isolati: diventammo un punto di riferimento internazionale. Una cosa è cercare la verità, un’altra è trasformare una Commissione parlamentare in un plotone politico di esecuzione. Fratelli d’Italia ha utilizzato questa Commissione teleguidando una presidenza mai autonoma e sempre obbediente al proprio partito come mai accaduto nella storia parlamentare, per tentare di riscrivere una pagina della Repubblica, alimentando la narrazione di chi durante la pandemia delegittimava la scienza, l’OMS e strizzava l’occhio al mondo no-vax. Oggi si apre anche una fase nuova. La denuncia sulla transazione da oltre 100 milioni di euro con JC Electronics, conclusa dal Governo Meloni senza attendere il giudizio sulla sospensiva, e tenuta nascosta al Parlamento mentre la Commissione continuava a indagare sulla stessa vicenda, apre interrogativi enormi. È inevitabile chiedersi se, accanto alla propaganda costruita contro il Governo Conte 2, abbiano operato interessi ulteriori e relazioni improprie che nulla hanno a che vedere con la ricerca della verità. Ed è incomprensibile che una Commissione che pretende di accertare ogni scelta compiuta durante la pandemia ritenga irrilevante una transazione da oltre 100 milioni proprio sulla vicenda che ha utilizzato per anni come simbolo della propria offensiva politica. Le opposizioni continueranno unite a difendere la verità, il lavoro di chi salvò il Paese e la credibilità delle istituzioni. La pandemia può essere studiata, ma non può essere trasformata in una vendetta politica. E quanto sta emergendo sulla vicenda JC dimostra che, ormai, l’accertamento dovrà riguardare anche chi ha piegato una Commissione parlamentare agli interessi della propaganda”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco BOCCIA lasciando i lavori della commissione Covid.


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