“Orsina racconta come, dopo il 1945, le democrazie occidentali abbiano costruito un equilibrio straordinario: mercato e Stato, sovranità nazionale e integrazione, libertà individuale e coesione sociale. Poi, progressivamente, una parte crescente delle decisioni si è spostata dalla politica verso sistemi astratti di regole, conti, mercati, banche centrali, burocrazie, competenze tecniche.
E qui nasce la frattura che attraversa tutto il libro: quella tra il sentito dire e il visto con gli occhi. Tra ciò che viene spiegato dalle regole, dalle procedure, dagli esperti e ciò che le persone sperimentano concretamente nella propria vita.
La democrazia entra in crisi quando ciò che le persone vedono con i propri occhi non coincide più con ciò che la politica continua a raccontare loro.
Perché allora il populismo non è soltanto una causa della crisi democratica. È anche un sintomo. Segnala una domanda di politica, di controllo sulla propria vita, di appartenenza, di protezione che per troppo tempo non ha trovato una risposta.
Ed è qui che nasce la mia discussione con Orsina.
Trovo seria la sua critica a chi spiega tutto semplicemente con il neoliberalismo. Ma penso che nella sua ricostruzione restino troppo sullo sfondo le condizioni materiali.
Perché un salario che non basta, una casa che non si trova, un asilo che manca, una cura alla quale si rinuncia non sono astrazioni. Sono vita.
Quando il pubblico arretra, i diritti non scompaiono: troppo spesso diventano acquistabili. Chi può paga. Chi non può aspetta, oppure rinuncia.
E allora una sinistra che voglia capire davvero questa rivolta deve tornare esattamente lì. Non rincorrendo la destra sul terreno della chiusura o del nazionalismo, ma costruendo protezione senza inventare nemici, sicurezza senza comprimere le libertà, identità senza nazionalismo, crescita senza sacrificare l’uguaglianza. Perché la domanda di protezione può prendere due strade: può diventare paura e chiusura oppure può tornare a essere democrazia, partecipazione, capacità collettiva di governare il cambiamento”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenuto con Stefania Craxi alla presentazione del libro di Giovanni Orsina ‘Controrivoluzione. Una storia politica del nostro tempo’.