“Il Documento programmatico di bilancio
che Giorgetti manda oggi a Bruxelles sembra l’epitaffio di
quattro anni di politica economica del Governo Meloni”. Cosi’
Francesco BOCCIA, presidente dei senatori del Partito
Democratico. “Cinque manovre, miliardi annunciati, promesse
ripetute. E quali sono i risultati? La crescita resta inchiodata
a ritmi insufficienti, il debito torna ad aumentare in rapporto
al PIL, i salari reali non hanno recuperato il potere d’acquisto
perduto, mentre la pressione fiscale ha raggiunto il 43,5%. E
adesso, per costruire una manovra da 23,5 miliardi, Giorgetti
deve ancora cercare coperture e attendere le decisioni europee.
Ma dopo quattro anni – prosegue – qualcuno dovra’ pur rispondere
di questi risultati. Non si puo’ continuare ad attribuire ogni
difficolta’ alle guerre, ai mercati, all’Europa o ai Governi
precedenti. Le crisi internazionali colpiscono tutti. La
differenza la fanno le politiche con cui un Paese si prepara ad
affrontarle. Altrimenti non si capirebbe perche’ Grecia,
Portogallo e Spagna negli ultimi due anni siano cresciute piu’
del triplo dell’Italia. L’Italia arriva a questa quinta manovra
con salari e pensioni erosi dai rincari, lavoratori esposti alla
cassa integrazione, famiglie che rinunciano alle cure, una
scuola che ha bisogno di investimenti e imprese innovative che
chiedono infrastrutture, energia competitiva e una vera politica
industriale. E proprio questo autunno il caro bollette e il caro
carburanti sono diventati l’emergenza delle emergenze,
aggravando le difficolta’ di chi lavora, produce e vive del
proprio reddito. Non bastano nuove agevolazioni annunciate senza
coperture certe, ne’ l’ennesima ricerca di risorse dell’ultimo
momento. La flessibilita’ europea – aggiunge – puo’ offrire
spazio per intervenire, ma non puo’ sostituire una strategia
nazionale per la crescita, la produttivita’, i salari e la
sicurezza energetica. La verita’ e’ che dopo cinque manovre la
destra non ha costruito un’Italia piu’ forte: ha lasciato un
Paese piu’ fragile di fronte alle crisi, nel quale lavorare non
basta piu’ a difendere il proprio tenore di vita. Un Governo si
giudica da cio’ che cambia nella vita delle persone, non dalla
durata della propria permanenza a Palazzo Chigi. E se dopo
quattro anni gli italiani pagano di piu’ per vivere, curarsi,
abitare e produrre, mentre la crescita continua a mancare, non
siamo davanti a un destino inevitabile. Siamo davanti a precise
responsabilita’ politiche. Il DPB non racconta soltanto cio’ che
Meloni promette di fare nell’ultimo anno di legislatura.
Racconta soprattutto tutto cio’ che non e’ riuscita a fare nei
quattro precedenti”, conclude Boccia.