Ci chiediamo se anche oggi Giorgia Meloni darà la colpa all’Istat, che certifica una pressione fiscale arrivata nel secondo trimestre di quest’anno al 43,5%, mezzo punto in più in un anno. E se sarà sempre colpa dell’Istat se, nello stesso trimestre, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto appena dello 0,4%, mentre i consumi sono aumentati dell’1,7%, la capacità di risparmiare è diminuita e il potere d’acquisto è sceso dello 0,9%.
Questi numeri raccontano meglio di qualsiasi polemica il fallimento di quattro anni di politica economica della destra: gli italiani pagano più tasse, spendono sempre di più per vivere e riescono a risparmiare sempre meno.
Lo stesso Giorgetti, presentando il DPFP, invoca ancora prudenza: il debito torna a salire e la crescita resta debole. Dopo quattro anni non possono continuare a dare la colpa a chi c’era prima, all’Istat o alla congiuntura internazionale. Sono loro che governano e questi sono i risultati.
Salari e pensioni non tengono il passo con il costo della vita, gli affitti sono insostenibili, milioni di persone rinunciano alle cure e ora il caro energia torna a colpire famiglie e imprese. E mentre accade tutto questo, il Governo continua a prevedere nuovo spazio di bilancio anche per la spesa militare.
Il DPFP fotografa ormai l’abisso tra la propaganda del Governo più longevo e la realtà economica e sociale del Paese. Prima Giorgia Meloni e il suo Governo vanno a casa, meglio è per le famiglie e per le imprese italiane”.
Così il presidente dei senatori del PD Francesco Boccia commenta i dati diffusi oggi dall’Istat.


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