“Il DPFP è la fotografia del fallimento della politica economica del Governo Meloni. Dopo quattro anni, la crescita resta debole, il rapporto debito/PIL è previsto nuovamente in aumento nel 2027 e manca una strategia per cambiare rotta. Lo stesso ministro Giorgetti descrive un Paese esposto a rischi crescenti. E oggi paghiamo anche il prezzo di non aver voluto costruire un’Europa più forte, capace di affrontare insieme le grandi crisi energetiche e industriali.
Ma il dato più drammatico riguarda il lavoro: l’Istat ha certificato che le retribuzioni reali sono ancora inferiori del 9,4% rispetto al 2021. Gli italiani lavorano, ma il loro stipendio compra molto meno. Intanto la pressione fiscale ha raggiunto il 43,5%, con lavoratori dipendenti e pensionati penalizzati anche dal fiscal drag. Nel DPFP non emerge una risposta strutturale, mentre condoni e rottamazioni continuano a sostituire una seria strategia di contrasto all’evasione.
Non c’è una politica industriale capace di rilanciare produttività e salari, né una strategia energetica che renda famiglie e imprese meno vulnerabili ai rincari. Servono investimenti, lavoro di qualità, innovazione e giustizia fiscale. Invece il Governo si limita a registrare le difficoltà e rinviare le scelte.
Il vero fallimento economico della destra è tutto qui: un Paese che produce troppo poca crescita e nel quale il lavoro non garantisce più lo stesso tenore di vita. Senza salari dignitosi, servizi pubblici adeguati e una prospettiva industriale, non si risanano i conti: si impoverisce il futuro dell’Italia”.
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico.


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