“Sentire il Ministro dell’economia Giorgetti dire che questa quinta manovra del governo Meloni deve essere ancora più prudente delle precedenti lascia basiti. Dopo quattro manovre Giorgia Meloni lascia un Paese diviso, incattivito, con la produzione industriale a picco, la crescita piantata sullo zero virgola, crisi aziendali senza soluzioni, inflazione in costante aumento, carrello della spesa fuori controllo, prezzi dell’energia alle stelle, sanità pubblica al collasso, famiglie che con mille difficoltà provano a far quadrare i conti. Che altro devono distruggere per capire che devono andare a casa?
Nessuno degli indicatori economici ha il segno positivo. Sì nascondono dietro l’occupazione, ma dimenticano l’emergenza demografica e che queste loro politiche hanno prodotto solo occupazione povera. Se ne rendono conto o dobbiamo continuare con la propaganda?
I salari sono fermi da anni e un euro di oggi vale meno di un euro di quattro anni fa. E lo sanno bene i lavoratori. Se dopo quattro manovre fallimentari la vittoria di Meloni e Giorgetti è tenere la benzina sui due euro, quando prima di queste folli guerre volute da Trump e Netanyahu, e mai osteggiate dal Governo italiano, era ben al di sotto, allora hanno davvero perso ogni contatto con il mondo reale.
Per questo noi dobbiamo occuparci solo dell’alternativa, non di noi stessi. Abbiamo identità diverse, ma unità significa decidere insieme dove portare l’Italia. E quando ci viene voglia di dividerci sul nulla, pensiamo a chi non arriva a fine mese, aspetta mesi per curarsi e teme il futuro dei propri figli. È a loro che dobbiamo rispondere per i disastri fatti dalla destra, non alle nostre discussioni.
Prima tolgono il disturbo e andiamo a votare, meglio è per l’Italia. Noi siamo pronti. L’eredità che lascia la destra è solo la sua stessa radicalizzazione e il prodotto è Vannacci. Questo, con l’Italia più povera e fragile, il risultato politico di cui Giorgia Meloni dovrà rispondere”.
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, intervenendo a Bari a ‘L’alternativa progressista per l’Italia’ con Stefano Bonaccini e Antonio Decaro.