Intervento su Fanpage.it

La crisi di Ceuta dimostra, secondo Francesco Boccia, “la contraddizione nella quale Meloni e le destre nazionaliste stanno trascinando l’Europa”: di fronte a problemi che richiederebbero più cooperazione, la risposta è “alzare nuove frontiere tra europei”. In un intervento su Fanpage.it, il presidente dei senatori Pd critica la decisione del governo italiano di sospendere il regime Schengen nei confronti della Spagna.
Per Boccia, quanto accaduto a Ceuta è grave: una pressione migratoria eccezionale sulla frontiera esterna dell’Ue, una tragedia umanitaria, reti criminali da contrastare e questioni di sicurezza. Proprio per questo, sostiene, sarebbe servita “una risposta europea”, basata su controllo delle frontiere esterne, cooperazione tra governi e intelligence, lotta ai trafficanti e gestione ordinata dei flussi.
Il governo Meloni avrebbe invece scelto “la propaganda”, trasformando, secondo Boccia, “una crisi alla frontiera esterna dell’Europa in una crisi dentro l’Europa”. Una scelta che considera ancora più incomprensibile perché da Ceuta non esiste libera circolazione verso il resto dell’Unione. Il rischio, avverte, è creare un precedente: “Cosa accadrebbe domani se, davanti a una nuova emergenza a Lampedusa, gli altri governi europei applicassero all’Italia lo stesso principio inaugurato da Meloni?”.
“Ceuta è Europa come Lampedusa è Europa”, sottolinea Boccia. “Non possiamo rivendicare solidarietà quando la frontiera sotto pressione è italiana e sostituirla con il sovranismo quando è spagnola”. L’esponente dem elogia poi l’iniziativa di Peppe Provenzano e Javi López nel PSE: possono esistere differenze sulle politiche migratorie, ma la solidarietà europea non può essere selettiva né può essere sacrificata inseguendo la destra radicale sul terreno della paura.
Per Boccia, la vicenda va però oltre l’immigrazione e riguarda il futuro dell’Europa. Le destre nazionaliste, sostiene, concepiscono il mondo “come una somma di fortezze in competizione”, trasformando ogni crisi nell’occasione per individuare un nemico. La stessa logica, aggiunge, emerge sulle migrazioni, sulla sicurezza, sui dazi, sulle guerre e nei rapporti con Trump.
“I sovranisti promettono di restituire sovranità agli Stati e finiscono per renderli più soli”, afferma Boccia. “Un’Europa divisa non restituisce sovranità agli europei: la consegna alle grandi potenze politiche, economiche e tecnologiche del nostro tempo”.
La sua alternativa è quindi “sicurezza europea contro propaganda nazionale; frontiere esterne comuni contro nuove frontiere interne; cooperazione contro ritorsione; governo dei flussi contro uso politico della paura”.
Per l’Italia, conclude Boccia, “più Europa significa più forza, più autonomia, più capacità di proteggere i nostri cittadini”. Al contrario, “un’Europa più debole significa inevitabilmente un’Italia più debole e più sola”.


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