“Quello che accade oggi in CdM è la conferma dello scambio, del baratto avvenuto dentro la maggioranza. Oggi Giorgia Meloni paga la cambiale alla Lega per l’assenso dato alla legge elettorale. E questo baratto è la conferma che questa maggioranza è disposta a spaccare il paese con provvedimenti e misure evidentemente anticostituzionali. Ma il mantenimento del potere è per questa destra più importante della nostra Costituzione.
Non c’è ragione, non ci sono dati e analisi serie che spieghino il perché le quattro regioni di centrodestra debbano chiedere ulteriori competenze legislative e amministrative in ambiti come protezione civile, sanità, professioni e previdenza complementare.
Perché quelle regioni devono avere queste ulteriori competenze?
Nessun elemento ci consente poi di valutare gli effetti concreti di una simile devoluzione, né per i cittadini delle regioni coinvolte né per quelli del resto del Paese.
Perché queste regioni avanzano, in materia sanitaria, la richiesta di ridurre i vincoli sull’utilizzo delle risorse statali, sulle retribuzioni del personale e sulle tariffe? Se effettivamente ci fossero reali benefici da una maggiore autonomia gestionale per la qualità del servizio sanitario pubblico, perché limitarla a solo 4 regioni, guarda un po’ del Nord e governate dalla destra?
Ma non è il merito che conta. Evidentemente la premier deve dare una mano a Salvini in vista del congresso della Lega. La verità è che l’autonomia differenziata, già bocciata dalla Consulta, è parte di un patto scellerato di potere nella maggioranza. FDI e Giorgia Meloni, pur di portare a casa una legge elettorale che colpisce i poteri del Presidente della Repubblica e gli equilibri costituzionali di garanzia, svende le prerogative delle competenze statali, sfascia i conti dello Stato, disposta a far crescere le diseguaglianze territoriali che si trasformeranno in meno diritti e in meno servizi per tante altre parti del Paese”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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