Ue: Boccia (Pd), “L’Europa siamo noi, Meloni non ci ha mai creduto, per lei è solo alibi per fallimenti governo. Unanimità va superata”
“Tra pochi giorni il governo Meloni compirà quattro anni. E ancora una volta si presenta in Europa chiedendo deroghe, flessibilità, perché non riesce a dare risposte su salari, sanità e energia alle famiglie e alle imprese italiane. Ma non ha una visione di ciò che l’Europa dovrebbe diventare. Noi vogliamo un’Italia che non aspetti che il mondo torni com’era. Perché quel mondo non tornerà.
Vogliamo un’Europa che sappia investire insieme, proteggere insieme, decidere insieme. Un’Europa nella quale la libertà non sia soltanto proclamata, ma resa possibile dalla scuola, dalla sanità, dal lavoro, dalla conoscenza, dalla giustizia sociale.
Perché la sicurezza di una democrazia comincia anche da lì: dalla dignità delle persone.
L’Europa o è Stato di diritto, protezione e giustizia sociale, oppure tradisce la ragione stessa per cui è nata.
Abbiamo il dovere di non consegnare ai ragazzi di oggi nati europei, un continente più debole, più diviso, più dipendente.
Siamo di fronte ad una destra che cerca nei confini del passato la risposta alle paure del presente. Noi vogliamo costruire nelle libertà condivise la forza del futuro. Perché non basta avere un destino comune: bisogna avere il coraggio di costruire insieme il potere democratico di governarlo. E questo vale per la difesa comune, per la sicurezza energetica, per la ricerca, per l’intelligenza artificiale, per una politica industriale capace di produrre lavoro e sviluppo. Un’Europa nella quale un solo governo può bloccare gli altri ventisei non è un’Europa che tutela tutti. È un’Europa che rischia di diventare ostaggio di uno solo.
Per questo vogliamo superare l’unanimità dove i Trattati consentono di farlo, rafforzare il Parlamento europeo e costruire una responsabilità democratica proporzionata ai nuovi poteri dell’Unione. La verità è che Giorgia Meloni non crede nell’Europa, per lei è solo l’alibi per i fallimenti del suo governo”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia durante il dibattito in vista del Consiglio europeo.
Meloni: Boccia (Pd), “Guerrafondaia? No, ma spieghi priorità e chi paga il conto. Dice di proteggere nazione ma non protegge italiani”
“Tra pochi giorni il governo Meloni compirà quattro anni. Quattro anni attraversati dalla guerra in Ucraina, dal Medio Oriente in fiamme, dalla crisi energetica, dai dazi americani, dalla progressiva dissoluzione dell’ordine internazionale che abbiamo conosciuto.
Nessuno chiede al governo di rispondere delle crisi che non ha provocato. Ma gli chiediamo di rispondere di ciò che non ha fatto per preparare l’Italia ad affrontarle. Al vertice NATO avete sottoscritto l’impegno a portare la spesa per difesa e sicurezza fino al 5% del PIL entro il 2035. La flessibilità europea sui conti pubblici per la difesa, invece, è temporanea: arriva fino al 2028.
E la sanità? Secondo GIMBE, il Fondo sanitario nazionale è passato dal 6,27% del PIL nel 2022 al 6,14% nel 2026. Al netto dell’inflazione, il suo finanziamento è tornato sostanzialmente ai livelli del 2010. Nel frattempo, secondo ISTAT, nel 2024 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite o esami.
Questo non dimostra che più difesa significhi automaticamente meno sanità. Ma impone una domanda: con quali risorse volete finanziare entrambe?
Nessuno vi dà dei guerrafondai. Vi chiediamo di spiegare le vostre priorità e chi pagherà il conto.
E soprattutto chiediamo a Giorgia Meloni di smettere di ripetere, ogni volta che qualcosa non funziona, che la colpa è dell’Europa.
Non si può rivendicare ogni risultato come una vittoria personale e attribuire ogni difficoltà a Bruxelles. È la contraddizione storica dei nazionalismi: promettono di restituire potere ai popoli, ma finiscono per indebolire proprio le istituzioni attraverso le quali quei popoli possono esercitarlo.
Giorgia Meloni dice di proteggere la nazione, ma ha dimenticato di proteggere gli italiani. La sicurezza di un Paese comincia dalla libertà delle persone di vivere dignitosamente: potersi curare, arrivare alla fine del mese, non dover scegliere tra l’affitto e le bollette. Dopo quattro anni di governo, queste certezze sono sempre più fragili. Non basta promettere di difendere i confini dell’Italia se poi non si difende la libertà degli italiani di costruirsi una vita dentro quei confini”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia durante il dibattito in vista del Consiglio europeo.
Governo: Boccia (Pd), “A Bruxelles invoca unità e forza, qui divide l’Italia con l’autonomia”
“Il Consiglio europeo discuterà di competitività, energia, bilancio pluriennale. Ma dietro queste parole ci sono le condizioni materiali della vita di milioni di persone.
Quando aumenta il costo dell’energia, diminuisce il salario reale. Quando un’impresa perde competitività, un territorio perde lavoro. Quando si taglia la coesione, non si riduce soltanto una voce di bilancio: si allarga la distanza tra cittadini europei.
Ed è qui che voglio ricordarle ciò che è accaduto ieri in Consiglio dei ministri. Mentre in Europa discutiamo di come unire le forze, voi avete ancora una volta approvato le intese con quattro Regioni del Nord, che fanno male anche alle stesse regioni nelle aree interne e di montagna lasciate ancora più sole.
Avete trasformato le competenze dello Stato in materia di sanità, protezione civile e altre funzioni essenziali in oggetto di una trattativa politica.
A Bruxelles invocate più forza. A Roma lavorate per dividere ulteriormente l’Italia. È una contraddizione politica e costituzionale enorme”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia durante il dibattito in vista del Consiglio europeo.
Ue: Boccia (Pd), “Pace non può essere decisa da Putin e Trump sopra la testa degli ucraini. Europa difenda diritto internazionale a Kiev come a Gaza”
“L’Europa non può diventare una potenza come le altre, limitandosi a competere sul terreno della forza. Deve essere una potenza diversa: capace di scegliere senza pretendere di dominare, abbastanza forte da essere autonoma e abbastanza fedele al diritto da porre limiti anche a sè stessa. Questo riguarda direttamente l’Ucraina.
La pace non può essere decisa da Washington e Mosca sopra la testa degli ucraini e degli europei. Serve una prospettiva europea di sicurezza, una difesa comune, il sostegno all’Ucraina e un percorso credibile verso una pace giusta, che non trasformi l’aggressione in un precedente per le guerre future.
E riguarda il Medio Oriente. Il diritto internazionale deve valere sempre: in Ucraina, a Gaza, in Cisgiordania, in Iran. Non può cambiare significato a seconda dell’alleato che lo viola. Ed è per questo che considero gravissimo ciò che è accaduto nei giorni scorsi.
Il Nobel per la pace è stato assegnato a Navi Pillay, una donna che ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani e della giustizia internazionale. Nelle stesse ore gli Stati Uniti hanno colpito con nuove sanzioni la Corte penale internazionale.
L’Italia deve essere in prima linea nel difenderla. Chiediamo che al Consiglio europeo il governo sostenga una risposta comune, anche attraverso strumenti europei capaci di contrastare gli effetti extraterritoriali delle sanzioni. Perché quando la forza pretende di sostituirsi al diritto, l’Europa non può restare in silenzio.
E questo principio deve guidare anche la politica migratoria. Non basta spostare i confini più lontano, esternalizzare le responsabilità, trasformare la disperazione umana in un problema da allontanare.
Servono governo comune dei flussi, canali legali, cooperazione con i Paesi di origine, contrasto ai trafficanti, politiche di integrazione e rispetto della dignità umana. Tutto questo non è avvenuto.
Il diritto internazionale non può valere a Kiev e smettere di valere a Gaza. L’Europa deve avere la forza di difendere il diritto anche quando a violarlo sono i suoi alleati”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia durante il dibattito in vista del Consiglio europeo.