“L’Italia cresce appena dello 0,6%,
il deficit resta al 3,1% e la pressione fiscale è salita al
42,9%. Sono i numeri dell’Istat, non dell’opposizione. E cosa fa
il governo? Se la prende con chi misura i problemi invece di
risolverli. I carburanti sono alle stelle da mesi e Palazzo
Chigi arriva al punto di ringraziare Eni perché decide di
mettere un tetto temporaneo ai prezzi. Ma siamo al mondo al
contrario: Eni è un’azienda controllata dallo Stato o è lo Stato
che aspetta le decisioni di Eni? Perché il governo non ha
preteso prima dalle grandi aziende partecipate una strategia al
servizio del Paese?”. Così il presidente dei senatori del Pd
Francesco BOCCIA arrivando alla festa regionale di Avs a
Barletta.
“Tra poche settimane arriverà una manovra con margini
strettissimi mentre l’inflazione si mangia i salari. E allora
riparte la macchina della propaganda: il bollo sospeso per un
anno, la legge elettorale da cambiare a fine legislatura, un
nuovo terreno di scontro ogni giorno. Perché quando mancano le
risposte, arrivano i nemici. Adesso persino la scuola diventa il
luogo nel quale dividere: bambini stranieri, famiglie da
multare, classi da separare”. Ma “i bambini non sono un problema
di ordine pubblico e la scuola della Repubblica non è una
frontiera da presidiare: è il primo luogo nel quale una società
costruisce condivisione e cittadinanza. Dopo quattro anni Meloni
non può continuare a governare come se fosse all’opposizione,
indicando ogni giorno qualcuno contro cui combattere. Governare
significa assumersi la responsabilità dei risultati. Meno
nemici, meno propaganda, più salari, più crescita, più scuola e
più futuro. È di questo che l’Italia ha bisogno”.
BOCCIA: “IL MONDO CAMBIA, NON È TEMPO DI DISCUTERE DI NOI STESSI. UNITÀ E CORAGGIO PER COSTRUIRE L’ALTERNATIVA”
“Il Partito Democratico è la casa di tutte le culture che lo
hanno fondato e nessuno deve sentirsi ospite. Proprio per questo
penso che oggi il nostro compito non sia discutere di chi abbia più
diritto di abitarla, ma decidere insieme quale Paese vogliamo contribuire a costruire.
Elly Schlein in questi anni ha scelto una strada precisa: essere
testardamente unitaria nel PD e, con la stessa determinazione, costruire
l’unità delle forze alternative alla destra. Non ha chiesto a nessuno
di rinunciare alla propria storia e non ha trasformato le differenze
interne in nemici da combattere. Ha portato il PD nelle piazze, nei
luoghi di lavoro e nel Paese parlando di sanità pubblica, salari,
scuola, ricerca, politica industriale, diritti, Europa, pace e futuro.
E ha messo il partito generosamente al servizio della costruzione di
un’alternativa più larga. E voi lo sapete perché governiamo insieme
città in tutta italia e le stesse regioni.
È questo il punto politico che non possiamo perdere. Questo non è il
tempo di contemplare le nostre differenze, ma di trasformarle nella
forza di un progetto comune. Mentre discutiamo tra noi, fuori c’è
un’Italia che paga salari troppo bassi, servizi pubblici più fragili,
diseguaglianze crescenti, difficoltà delle imprese e l’assenza di una
vera politica industriale. È su questo terreno che dobbiamo misurare
la destra e costruire la nostra alternativa.
Le differenze nel PD sono una ricchezza se diventano pensiero, proposta,
confronto. Diventano un limite se ci fanno tornare a stagioni nelle quali
il centrosinistra consumava le proprie energie discutendo di se stesso
mentre la società cambiava più velocemente della politica. La sfida che
abbiamo davanti è molto più grande. Nel mondo stanno cambiando insieme gli
equilibri geopolitici, il lavoro, l’economia e perfino la distribuzione
della conoscenza e del potere attraverso l’intelligenza artificiale.
Davanti a trasformazioni di questa portata, nessuna delle culture democratiche,
socialiste, cattolico-sociali, ecologiste e liberaldemocratiche può pensare
di bastare a se stessa.
Per questo l’unità non è disciplina e non è silenzio. È responsabilità.
Possiamo discutere anche duramente di Ucraina, Europa, politica industriale
o modello sociale, ma dobbiamo farlo sapendo che il nostro avversario non
è seduto nella stessa stanza. E soprattutto sapendo che alla fine abbiamo
il dovere di costruire una sintesi più alta delle nostre differenze.
In questi tre anni quella sintesi ha già cominciato a prendere forma nelle
battaglie comuni in Parlamento e nel Paese. Adesso dobbiamo trasformarla
in un progetto di governo: prima una visione dell’Italia, poi un programma
comune e vincolante, infine le regole condivise per scegliere chi dovrà guidarlo.
Non abbiamo bisogno di tornare alle vecchie geografie della sinistra.
Abbiamo bisogno di costruirne una nuova. Una sinistra e un centrosinistra capaci
di tenere insieme uguaglianza e libertà, lavoro e innovazione, diritti sociali e
civili, sicurezza e solidarietà, Europa e pace. Non una coalizione costruita
contro qualcuno, ma una comunità politica costruita per qualcosa.
Questa è la stagione che abbiamo davanti. E sarebbe un errore enorme affrontare
il futuro continuando a guardarci nello specchietto retrovisore.
Il PD deve guardare avanti, restare unito e avere l’ambizione di unire.
Perché l’Italia non ha bisogno dell’ennesima discussione su chi siamo stati:
ha bisogno di sapere che cosa vogliamo diventare insieme”.
Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia alla festa regionale di AVS, TERRA, a Barletta.