«I fischi non possono essere ignorati dalla premier Giorgia Meloni. Sono espressione di un disagio della gente». Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato ed ex commissario liquidatore del Comune di Taranto, commenta così, in una intervista a Repubblica Bari, le contestazioni alla presidente del Consiglio durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, contrapponendole agli applausi riservati a Sergio Mattarella. «La politica — e vale anche per l’opposizione — farebbe bene ad ascoltare, non a rimuovere», afferma. I fischi, arrivati «per tre volte e così corali», secondo Boccia «significano che non era una claque organizzata».
Il senatore dem descrive una Taranto molto diversa da quella del 2006, quando era «rabbiosa e ferita» di fronte al fallimento della pubblica amministrazione, con i servizi pubblici in crisi e l’Ilva al centro del modello economico. Oggi è «una città più matura», consapevole delle proprie potenzialità, ma con «tante ferite aperte»: «È cambiata più velocemente delle risposte che lo Stato è riuscita a darle».
Sui Giochi del Mediterraneo Boccia invita a trasformare l’evento in un’occasione permanente: «I Giochi devono essere punto di partenza e non parentesi». Gli impianti, dice, devono vivere attraverso scuole, sport di base, formazione e grandi eventi, dentro una strategia stabile di sviluppo urbano.
Il nodo principale resta però l’ex Ilva. Boccia critica la mancata convocazione del tavolo sull’acciaieria durante la cerimonia inaugurale: «Sarebbe stato un importante segnale di distensione», perché «ci sono migliaia di lavoratori che non sanno cos’è il loro futuro».
Quanto alle scelte del governo, il giudizio è duro: «Dopo che il ministro delle Imprese ha presentato quattro piani in quattro anni, diventa difficile essere credibili». L’Italia, sostiene, deve decidere se vuole continuare a produrre acciaio: «Io penso di sì». E chiede alla premier di assumere direttamente la gestione della vertenza: «Serve la regia diretta di Palazzo Chigi: la presidente Meloni deve prendere la vicenda in mano, perché il ministro Adolfo Urso ha dimostrato di non essere all’altezza».
Infine, Boccia invita a non puntare esclusivamente sul turismo. «È una straordinaria opportunità, ma non l’unica politica industriale». Taranto deve investire su «porto, logistica, acciaio verde, economia del mare, ricerca, innovazione», con l’obiettivo di «costruire un’economia globale» senza sostituire una monocoltura con un’altra.