“Il Mediterraneo non è il confine meridionale dell’Europa: è uno dei luoghi nei quali si decide il futuro dell’Europa e del mondo. Balcani, Medio Oriente e Maghreb non sono mondi lontani da noi: sono il nostro spazio storico, politico ed economico. Qui si incrociano pace e guerre, energia, commerci, migrazioni, clima, tecnologie e rapporti con l’Africa.
L’Italia deve avere l’ambizione di riportare il Mediterraneo al centro dell’agenda europea. Questo Governo non ha avuto questa ambizione. E il Mezzogiorno, anziché essere considerato una periferia da assistere, può e deve diventare la piattaforma attraverso sui l’Europa torna protagonista nel mondo.
Viviamo una trasformazione straordinaria: mentre tecnologia e intelligenza artificiale moltiplicano le capacità dell’uomo, torna la tentazione di rispondere ai cambiamenti sociali rifugiandosi nei confini nazionali. Il nazionalismo è stato un male assoluto del Novecento e rischia di esserlo anche in questo secolo. Non possiamo consegnare alle nuove generazioni le paure e gli errori del passato proprio mentre chiediamo loro di costruire il futuro.
Per questo la cosa più importante, qui a Catania, è vedere tanti ragazzi discutere di Europa e Mediterraneo. I giovani non ci chiedono di ricostruire il mondo nel quale siamo cresciuti noi. Ci chiedono gli strumenti per essere protagonisti di quello che ancora non c’è.
È questa la responsabilità della politica: non proteggerli dal futuro alzando nuovi muri, ma costruire una democrazia abbastanza forte da consentire loro di governarlo. E il Mediterraneo, grande strada aperta tra popoli e continenti, può essere uno dei luoghi da cui ricominciare”.
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, intervistato da Myrta Merlino, a Catania, alla X edizione del Festival internazionale di geopolitica Mare Liberum, dedicata a “Europa e Mediterraneo nel disordine globale”.