“State chiedendo al
Parlamento di autorizzare una deviazione della finanza
pubblica senza metterlo nelle condizioni di conoscere
compiutamente i conti pubblici. Tecnicamente ci chiedete di
avviare una procedura di attivazione della clausola di
salvaguardia nazionale ma fatto in questo modo non e’ solo
un problema dell’opposizione. E’ un problema della qualita’
della nostra democrazia parlamentare”, ha detto il
presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenuto
in Aula a Palazzo Madama. “Da settimane chiediamo che il
ministro Giorgetti riferisca nelle commissioni Bilancio con
una relazione completa sulla nuova traiettoria della spesa,
sugli effetti della richiesta di deviazione e sulle
finalita’ delle risorse. Invece si e’ scelto di ridurre il
confronto parlamentare a un passaggio nell’Ufficio di
presidenza delle Commissioni. E’ una scelta che subordina le
prerogative del Parlamento alle esigenze del governo. Ed e’
ancora piu’ grave perche’ tutto questo avviene dopo che il
governo ha lasciato irrisolta una questione che denunciamo
da mesi”, ha spiegato.
“La nuova governance
economica europea ha cambiato profondamente il ciclo di
bilancio. Il governo avrebbe dovuto adeguare la legge di
contabilita’ dello Stato e riportare il Parlamento al centro
di queste decisioni. Non lo ha fatto. Ha preferito lasciare
un vuoto normativo e oggi pretende di riempirlo con una
richiesta di autorizzazione senza fornire preventivamente
tutti gli elementi necessari. Il Parlamento non puo’ essere
chiamato a concedere una delega in bianco. Prima il governo
deve dire con precisione quali risorse intende utilizzare,
dove saranno destinate, quale impatto avranno sui conti
pubblici e quali priorita’ intende perseguire. Per questo –
ha concluso Boccia – chiediamo che il ministro Giorgetti non
si limiti ad un passaggio agli Uffici di presidenza delle
commissioni Bilancio ma venga a dirci quali sono le scelte
che il governo intende compiere per poter svolgere un
adaguato confronto. Il bilancio dello Stato non appartiene
al governo. Appartiene al Parlamento. Ed e’ il Parlamento
che deve poter esercitare pienamente la propria funzione di
indirizzo e controllo. Difendere queste prerogative
significa difendere la qualita’ della nostra democrazia”, ha
concluso.