Il fondatore di Digithon a margine della maratona digitale
interviene sul bando EuroHPC
”Quella delle AI
Gigafactory è una delle sfide strategiche sulle quali l’Italia deve
muoversi come sistema Paese. Il bando EuroHPC prevede la realizzazione
fino a sette AI Gigafactories in Europa e l’Italia punta ad ospitarne
una. Parliamo di infrastrutture decisive per la capacità di calcolo,
l’intelligenza artificiale e quindi per l’autonomia tecnologica
europea. Su una partita di questa dimensione non dovrebbero esserci
divisioni politiche. Mettere insieme le migliori capacità delle grandi
aziende, a partire da quelle a partecipazione pubblica, è la strada
giusta e accanto ad esse può esserci il meglio del sistema scientifico
italiano: università, centri di ricerca e infrastrutture di
supercalcolo”. Così Francesco BOCCIA, fondatore di Digithon,
conversando con Adnkronos a margine dell’undicesima edizione della
maratona digitale in corso a Bisceglie in Puglia, interviene sul ruolo
dell’Italia nel bando dell’Unione Europea per la realizzazione di un
massimo di 7 gigafactory di intelligenza artificiale in Europa.
BOCCIA ricorda che “abbiamo competenze straordinarie: i nostri
politecnici, da Bari a Milano e Torino, insieme alle altre università
italiane e ai centri di ricerca, possono essere il punto di
connessione tra ricerca, formazione, industria e nuove generazioni di
sviluppatori”. “Una Gigafactory non deve essere soltanto un gigantesco
data center: deve diventare una grande infrastruttura nazionale della
conoscenza, mettendo capacità di calcolo a disposizione anche di
università, ricercatori, startup e imprese”, aggiunge.
BOCCIA sottolinea che “se il Governo lavorerà in questa direzione,
costruendo una candidatura italiana forte e capace di mettere insieme
le migliori energie scientifiche e industriali del Paese, è interesse
di tutti sostenerla”. “Ci sono scelte che attraversano più legislature
e incidono sul posizionamento strategico dell’Italia per decenni: su
quelle la politica deve sapersi riconoscere come comunità nazionale”, rimarca.
E sul ruolo dell’Europa BOCCIA afferma che “è anche per questo che da
DigithON insistiamo sull’autonomia tecnologica europea”. “Autonomia
non significa chiudersi agli Stati Uniti, alla Cina o al resto del
mondo. Significa poter cooperare con tutti senza dipendere
strutturalmente da nessuno. E per farlo servono capacità di calcolo,
dati, cloud, semiconduttori, energia, ricerca e competenze”, precisa.
Fare rete per BOCCIA è fondamentale. “DigithON con il sistema Puglia
-sottolinea- dimostra da undici anni quanto possa essere potente
l’incontro tra giovani, università e imprese. Se questa esperienza è
cresciuta lo deve anche al rapporto tra il sistema delle imprese a
partire da Confindustria con il Politecnico di Bari, ai dipartimenti
di informatica delle università pugliesi fino alle imprese che credono
in questo ecosistema. Ora vogliamo fare un salto ulteriore: rendere la
Puglia e il Mezzogiorno sempre più parte di una piattaforma
mediterranea dell’innovazione, capace di attrarre talenti,
sviluppatori, ricerca e investimenti dall’Europa, dal Nord Africa e
dal Medio Oriente”.
In conclusione, per BOCCIA, “la tecnologia continuerà ad avanzare”.
“La nostra responsabilità è fare in modo che alla velocità
dell’innovazione corrisponda quella del progresso sociale. La sfida
delle Gigafactory riguarda perciò molto più dell’intelligenza
artificiale: riguarda il posto che l’Italia e l’Europa vogliono
occupare nel mondo che stiamo costruendo. E su una scelta così
dobbiamo essere uniti”, conclude.


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