A Bari i festeggiamenti per il «governo più longevo della Repubblica», a Roma i lavori in corso per assicurarsi un Meloni bis che i numeri rendono sempre più incerto. La riforma elettorale va avanti spedita al Senato. Ieri la commissione Affari costituzionali – dopo aver scremato un centinaio di modifiche inammissibili – ha approvato con i soli voti del centrodestra l`emendamento sulle preferenze che a luglio è stato affossato dal voto segreto della Camera. Nelle stesse ore, un sondaggio di YouTrend per Repubblica rende evidente i calcoli della maggioranza dietro alla tentazione ballottaggio: al primo turno il centrosinistra staccherebbe gli avversari di sei punti, 44,4% contro il 38,1%. Ma il secondo round andrebbe alla destra con un vantaggio di appena due punti.
Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, vi stanno preparando una trappola?
«In trappola si sentono loro, con ogni evidenza. Il governo non riesce a cambiare la vita degli italiani e si affanna a modificare, in base alle proprie convenienze, le regole con cui gli italiani sceglieranno di non riportarli a Palazzo Chigi. Continuano ad adeguare la riforma elettorale ai sondaggi: è la misura della loro disperazione».
Senza ballottaggio la destra potrebbe beneficiare del “voto utile” per riacchiappare gli elettori in fuga verso Fn?
«Questi quattro anni di esecutivo Meloni hanno già dimostrato quanto sia utile votare per loro: non hanno fatto nulla. Hanno solo incattivito il Paese e aumentato il conflitto sociale. Il risultato? L`unico vero prodotto del loro lavoro è l`exploit di Roberto Vannacci. L`hanno creato loro, e ironia della sorte, ora lui li accompagna alla sconfitta».
Come ama ricordare il meloniano Marcello Pera, il doppio turno ha fatto sempre parte delle battaglie del centrosinistra.
«Mi dispiace che la vicinanza a Fratelli d`Italia abbia compromesso l`onestà intellettuale che il presidente Pera ha sempre avuto. La risposta è molto semplice e la conosce anche lui: in trent`anni di riforme proposte dalla nostra parte politica, mai il ballottaggio è stato suggerito senza un superamento del bicameralismo perfetto».
Con Pera ha collaborato Stefano Ceccanti, giurista ed ex deputato Pd. Evidentemente a qualcuno dei vostri piace.
«Essere a favore del doppio turno dentro una riforma costituzionale organica è legittimo, essere a favore dell`emendamento Pera significa fare una sponda al peggior trasformismo di Giorgia Meloni».
Il centrodestra in commissione Affari costituzionali ha approvato l`emendamento sulle preferenze a crocette. «Una doppia farsa. La prima perché sanno già che il testo arriverà in aula senza mandato al relatore. Vuol dire che le modifiche della commissione saranno nulle».
La seconda?
«Sono preferenze farlocche: ci sono i capilista bloccati. E gli elettori al massimo potranno mettere tre crocette sui nomi prestampati e comunque scelti dai partiti».
Meglio di niente?
«Se vogliono davvero le preferenze, votino il sistema proposto da noi: preferenze libere, due nomi da scrivere sulla scheda. E soprattutto nel rispetto dell`equilibrio di genere, 50% uomini e 50% donne».
Con M5s, Avs e Iv – avete depositato emendamenti unitari sia sulle preferenze che sui collegi uninominali. Qual è il sistema di voto ideale per il centrosinistra?
«Noi non avremmo cambiato la legge elettorale ora, a pochi mesi dalla fine della legislatura. In ogni caso sono entrambi modelli validi per superare le liste bloccate».
Una volta approvato, il Melonellum vi imporrà di indicare il candidato premier. Non rischiate di farvi trovare impreparati?
«Abbiamo già un percorso definito che va avanti da anni. Abbiamo costruito un`unità non scontata. E il Pd l`ha fatto con una generosità maggiore a quella degli altri».
A quando il programma condiviso?
«In autunno. In queste settimane ci sono le feste dell`Unità e quella di Avs, e il M5s sta concludendo il percorso di partecipazione avviato con Nova».
In fondo al tunnel le primarie?
«Sono sicuramente il metodo più naturale, quindi non vedo nessun problema».
Intanto Meloni si porta a casa il record di governo più longevo della Repubblica…
«Forse la premier non sa che si festeggiano i risultati degli esecutivi, non la loro durata. E l`ultimo risultato di oggi è il prezzo record della benzina. Complimenti».
Le celebrazioni sono proprio nella sua Puglia, a Bari.
«Curioso che abbia scelto di auto-incensarsi in una regione e in un comune in cui la destra ha stra-perso. E infatti si sono nascosti dalla città, rifugiati in un`area militarizzata sul porto. Poteva festeggiare in piazza, non lo sa la premier che siamo accoglienti a Bari? Forse la preoccupava dover dare ai cittadini le risposte che non ha saputo dare in quattro anni».