“Penso che questa Direzione si svolga in un momento particolare della nostra storia e per questo dobbiamo sollevare lo sguardo e guardare cosa é accaduto fin qui, al Pd e al Paese. L’anno prossimo il governo Meloni andrà alla scadenza naturale e alla fine della legislatura e a marzo saranno 4 anni della segreteria Schlein. Questo ci consente di guardare alle profonde trasformazioni che sono avvenute in Italia, in Europa e nel mondo. Quando Elly vinse le primarie nel 2023 il Pd veniva da una sconfitta pesante. Tre anni e mezzo dopo non possiamo raccontare la nostra storia come se non fosse accaduto nulla. Dico due parole: identità e unità. Il Pd ha ritrovato la sua identità grazie alla segretaria ma anche con il merito indiscutibile di Stefano Bonaccini, in un asse su cui si è ricostruita l’unità complessiva del partito. E poi é accaduto che il Pd non scegliesse l’autosufficienza ed é bizzarro ora che si rimproveri alla segretaria la testarda ricerca dell’unita della coalizione. Larga parte dei poteri forti ha visto con sospetto la centralità che il Pd ha restituito al tema dei salari e del lavoro, al tema della redistribuzione della ricchezza. Io dico che sarebbe stato sorprendente non averlo fatto: se per essere considerati affidabili dobbiamo tornare a essere innocui preferisco essere inaffidabile. Una sinistra che vuole cambiare gli equilibri sociali non può rassicurare chi li considera soddisfacenti. E’ cambiata la società che vogliamo rappresentare e la nuova questione sociale è: chi controlla il futuro? La frattura sarà tra concentrazione del potere e distribuzione democratica del potere. Ed è qui che arriva anche l’unità della coalizione. Noi siamo il Pd e non dobbiamo diventare un po’ cinque stelle per stare con il M5S; non dobbiamo diventare un po’ AVS per stare con AVS. E nessun alleato deve diventare un po’ Pd per stare con noi. E vale per tutti i partiti della coalizione. Perché il lavoro parlamentare ha già definito l’unità della coalizione, perché il 95-96% delle votazioni sono state fatte in maniera unitaria da tutte le opposizioni, partiti moderati compresi. C’é quindi lo spazio per andare avanti e dopo aver definito il programma trovare il modo più giusto per scegliere la leadership. Sapendo che Meloni ci lascia in eredità decreti sicurezza, migranti e Vannacci, in un clima politico che ha contribuito a radicalizzare”. Così nel suo intervento alla Direzione del Pd il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
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