“Prendiamo atto che Fratelli d’Italia ha cambiato completamente posizione sulla transazione da oltre 100 milioni di euro con JC Electronics. Il presidente Lisei aveva dichiarato espressamente in Commissione Covid che la vicenda non rientrava nel perimetro dell’inchiesta; oggi annuncia, invece, di averne richiesto la documentazione. Cambiare idea non è un reato, soprattutto quando significa correggere una posizione che era diventata evidentemente insostenibile.
Colpisce però che, contemporaneamente, i capigruppo di FDI di Camera e Senato, Bignami e Malan, siano intervenuti come veri e propri avvocati d’ufficio per sostenere la piena correttezza e convenienza della transazione, prima ancora che la documentazione annunciata da Lisei sia arrivata e possa essere esaminata dai commissari. È un fatto politicamente significativo e conferma ciò che denunciamo da tempo: sulla gestione di questa Commissione le posizioni del presidente Lisei appaiono sempre più condizionate dalle scelte politiche del suo partito.
Proprio per questo prendiamo positivamente atto della retromarcia di oggi. Adesso, però, niente selezione: aspettiamo tutti gli atti. L’accordo transattivo, il parere e l’istruttoria dell’Avvocatura dello Stato, gli atti dell’appello e della sospensiva, i documenti e i verbali della negoziazione, la corrispondenza tra JC Electronics e le amministrazioni coinvolte, gli atti sulla copertura finanziaria e quelli relativi al pagamento. Sono gli stessi documenti che le opposizioni hanno già formalmente richiesto al Governo.
Ora nessuno può più nascondersi dietro questioni di competenza o riservatezza. Se FdI vuole davvero la trasparenza che invoca ogni giorno, Lisei acquisisca integralmente gli atti e li metta immediatamente a disposizione di tutti i gruppi.
Noi li leggeremo con grande attenzione. Perché saranno gli atti, e non le dichiarazioni preventive di Bignami e Malan, a dirci chi ha deciso, attraverso quale percorso e sulla base di quali valutazioni sia stata conclusa una transazione da oltre 100 milioni di euro di denaro pubblico mentre era ancora pendente il contenzioso.
Non vogliamo avvocati d’ufficio, non serve la propaganda. Noi chiediamo atti, trasparenza e verità”.
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, e Ylenia Zambito, capogruppo Pd nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul Co


Ne Parlano