“Occorre prendere atto che il referendum non ha raggiunto il quorum. Del resto, le forze in campo e gli appelli a disertare il voto venuti da chi nelle istituzioni avrebbe il dovere di sollecitare la partecipazione, rendevano la missione pressoché impossibile”.
È l’analisi post voto del senatore del Pd Vannino Chiti.
“Dispiace ancora una volta – continua l’esponente dem – aver letto le dichiarazioni di esponenti del mio partito poco rispettose delle diverse opinioni di milioni di cittadini: da quelle volgarmente offensive dell’onorevole Carbone a quelle intrise di troppa demagogia del premier. Comportamenti sempre divisivi, ricerca di contrapposizioni costanti finiscono per rendere poco credibili gli inviti ad un confronto serio e costruttivo e ad un abbassamento dei toni. Non c’è dubbio che di questo vi sarebbe bisogno, ma per realizzarlo l’esempio deve venire in primo luogo da chi ha maggiori responsabilità politiche. Seminare vento porta sempre, prima o poi, a raccogliere tempesta.
Voglio esprimere gratitudine e apprezzamento – è la conclusione di Chiti – per oltre 15 milioni di cittadini che andando a votare hanno voluto far sentire la propria voce nelle scelte della vita del Paese. Il merito del referendum erano le piattaforme, le scelte energetiche e l’automaticità del rinnovo delle concessioni, non certo spallate politiche a destra o a manca. La partecipazione è il fondamento di una democrazia”.


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