“Con questo disegno di legge il governo interviene sul Consiglio universitario nazionale, modificandone rappresentanza e competenze, essenzialmente per ridurne i membri. Che succederà? E’ un organismo che funzionerà male, che non è predisposto per identificare le novità e le criticità, competenze primarie per gli atenei. E’ l’ultimo provvedimento del governo Meloni sull’università, che ha preferito intervenire a pezzi invece che con una visione complessiva e non è possibile parlare di questo testo senza valutare il quadro generale degli interventi del governo. Nell’insieme, l’Esecutivo della destra ha creato nuove figure di precari come i post doc e gli assistenti di ricerca, senza identificare un percorso trasparente per accedere al ruolo universitario. I precari esistono in tutte le università del mondo, ma la differenza è che altrove ci sono percorsi trasparenti di accesso alla carriera basati sulla capacità creativa e di produrre progetti finanziati. In Italia invece non esistono neanche strade per valorizzare chi consegue un dottorato di ricerca senza riuscire a rimanere in ambito universitario. L’80 per cento degli ordinari è nato e cresciuto e ha studiato nella città in cui insegna. Le università sono sottofinanziate. Ma il governo Meloni, lungi dal decidere di risolvere almeno una parte dei problemi, ha aggravato la situazione”. Lo ha detto il senatore del Pd Andrea Crisanti.


Ne Parlano