“Sulla facciata del liceo classico e linguistico di Viterbo intitolato a Mariano Buratti, finanziere, insegnante e capo partigiano insignito della medaglia d’oro al valor militare, torturato a via Tasso e fucilato dai fascisti a Forte Bravetta, é comparsa, durante dei semplici lavori di manutenzione straordinaria, la scritta ‘Casa del Balilla’. Peccato che tutte le ricostruzioni fotografiche e storiche, comprese le foto relative all’inaugurazione dell’immobile il 5 maggio 1937, negano che la scritta possa aver fatto parte della struttura architettonica dello stabile e che quindi possa essere ‘riemersa’ durante i lavori. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Cultura Giuli e al ministro dell’Istruzione Valditara per sapere se la Sovrintendenza di Viterbo abbia autorizzato l’apposizione della scritta e, in caso affermativo, per quale motivo e sulla base di quale materiale storico. I ministri ci devono spiegare se non ritengano grave ricreare l’iscrizione di un istituto fascista come la ‘Casa del Balilla’ su un liceo intitolato a un partigiano vittima dei fascisti come Mariano Buratti. Non é un caso se la famiglia di Buratti stia giustamente protestando per quanto sta accadendo, reazione che competerebbe anche alle istituzioni democratiche del nostro Paese e in primis proprio ai ministeri interessati”. Lo dice la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione.
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