“Abbiamo appreso dalla stampa che la Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha deciso di abbandonare la rete europea Enoc dei garanti (European network of ombudspersons for children) a causa della decisione, da parte dell’organismo, di non pubblicare la sua posizione critica sul rapporto annuale Enac in tema di diritti dei bambini e dei ragazzi Lgbtqia+. Crediamo che questa decisione della Garante nazionale sia molto grave, un sostanziale tradimento del suo mandato a tutela dell’interesse superiore dei minori. Su questa vicenda stiamo presentando un’interrogazione parlamentare alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. Lo dicono le senatrici del Pd Cecilia D’Elia, capogruppo dem in Commissione Scuola, università ricerca e cultura, Simona Malpezzi, vicepresidente della Bicamerale Infanzia e adolescenza, Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Affari sociali.
“Si può privare l’Italia della sede europea di cooperazione sul delicato tema dei diritti dei minori – spiegano le senatrici dem – perché non è stata accolta una richiesta di pubblicazione del dissenso personale? Noi crediamo di no, tanto più che il rapporto, che Terragni avrebbe accusato di impostazione ‘ideologica’, si occupa invece esclusivamente di prevenire e contrastare la discriminazione e la violenza ai danni delle giovani persone LGBTQIA+. La Garante avrebbe potuto spiegare pubblicamente le proprie ragioni critiche al documento e continuare a partecipare al confronto europeo. E in ogni caso avrebbe dovuto condividere la sua posizione con gli organi parlamentari preposti, dalla Commissione Infanzia alla Commissione diritti umani. In questo modo, invece, con una decisione del tutto personale, la Garante isola l’Italia su un tema delicato e prioritario”.