“C’è una larga convergenza delle opposizioni nel considerare il decreto scuola, ora all’esame della Commissione Istruzione, un provvedimento profondamente sbagliato e dannoso. Abbiamo per questo presentato molti emendamenti, 300 come Pd, proposte di merito, frutto anche delle audizioni, per opporci a norme di cui davvero la scuola non ha bisogno. Segnaliamo in particolare tre emendamenti unitari, firmati dai presidenti di tutti i gruppi di opposizione, che incidono sulle questioni più dirimenti: il tetto agli studenti stranieri, i fondi distolti dalla violenza contro le donne, l’estromissione della famiglia dal piano educativo individualizzato”. Lo dice la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella commissione scuola, università, ricerca, università.
“Il primo – spiega D’Elia – riguarda l’abolizione dell’articolo 13 del decreto, che istituisce il tetto del 30% alla presenza di studenti stranieri nelle classi, una misura basata esclusivamente sulla cittadinanza non italiana che nulla ha a che fare con la scuola dell’inclusione e aperta a tutti. Il secondo ristabilisce il fondo contro la violenza sulle donne, frutto di un emendamento alla legge di bilancio dello scorso anno, destinato a dispetto della volontà parlamentare al cyberbullismo, che ha bisogno invece di finanziamenti propri e strutturali. Il terzo ristabilisce il principio per cui al gruppo di lavoro per il Piano educativo individualizzato debbano partecipare anche la famiglia e gli esperti che seguono la studentessa o lo studente. Riteniamo infatti molto grave prevedere, come fa il decreto – conclude D’Elia – che il gruppo di lavoro possa riunirsi e deliberare senza tutte le componenti, con il serio rischio di escludere genitori dal percorso educativo della figlia o del figlio, nonché tutti gli operatori specializzati che di solito seguono la studentessa o lo studente”.


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