“Sono dati che confermano la pervasività e la diffusione della violenza contro le donne nel nostro Paese. Impressiona la precocità con cui le donne italiane ne fanno esperienza, nella gran parte dei casi in ambito famigliare e la maggioranza di loro, il 58%, non lo racconta a nessuno. Purtroppo la famiglia è ancora un luogo dove si consuma violenza. Tutto ciò rafforza la convinzione che ci sia bisogno dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e avere affidato ai genitori il consenso preventivo, cioè la decisione sulla possibilità o meno per i propri figli di seguire i corsi, penalizzerà proprio chi è più esposto. E’ necessario invece lavorare per tutte e tutti: offrire risorse per saper riconoscere la violenza, poterne parlare con qualcuno, consegnare alle bambine e alle adolescenti gli strumenti per difendersi, ma soprattutto costruire una nuova grammatica delle relazioni fondata sulla libertà”. Lo dice la senatrice del Pd Cecilia D’Elia, vicepresidente della Commissione Femminicidio.


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