Senatore Graziano Delrio, le primarie sarebbero un errore politico? Un clamoroso autogol?
«Le primarie non sono un concorso di bellezza e non ha senso venerarne le ceneri, ma bisogna tener vivo il fuoco che ha scaldato i cuori. Cioè il progetto di Paese. Le primarie sono state uno strumento di straordinaria partecipazione democratica e di creazione di una speranza di cambiamento. Anche grazie a una gestione politica dello strumento e alla consapevolezza che il progetto venisse prima dei personalismi».
Nell`era di Schlein e Conte la «gestione politica» delle primarie non si vede. Per Speranza, con le primarie perdereste le elezioni.
«Gli italiani non hanno tempo da perdere sui personalismi, che generano sfiducia se non accompagnati dai contenuti. Ci vuole un supplemento di anima. E se ci confrontiamo su cose serie e non sulle formule non ci sono pericoli. Ma bisogna affrontarli, i problemi. La campagna con Meloni si giocherà sui temi».
Appunto. Il programma non c`è ancora…
«Noi abbiamo una proposta concreta di riforma della Bossi-Fini firmata da me e altri del Pd, un`alternativa vera alle proposte della destra. Dentro la coalizione apriamo un confronto serio sull`immigrazione? Le proposte di Gabrielli sulla sicurezza, possono diventare patrimonio comune? Un grande progetto sul cambiamento climatico, può diventare uno dei confronti per le primarie?».
Prima dovreste sciogliere il dilemma primarie. Se perde Schlein, va in pezzi il Pd. E se perde Conte, tanti del M5S resterebbero a casa alle Politiche.
«Se prevale la discussione sulle personalità, si perde di vista il progetto. Prodi e Veltroni divennero capi della coalizione perché interpretavano nuovi progetti come l`Ulivo e il Pd. Stagioni di personalità e idee, insieme».
Sbaglia chi pensa che non abbiate ancora né la personalità giusta, né le idee? E il no alle primarie non sarà, come ha detto Arturo Parisi, un modo per chiedere un passo indietro a Schlein?
«Schlein ha vinto le primarie del Pd, è la segretaria del partito maggiore. E se non le viene riconosciuto come a Meloni il diritto a guidare, ha tutti i diritti di competere per guidare il Paese. Lo dico pur essendo in minoranza nel Pd e credendo che la nostra proposta di governo debba molto migliorare ed essere più inclusiva delle diverse sensibilità e culture».
Sempre Parisi: la gara a evitare le primarie rischia di fare più danni che non farle. Ha ragione?
«Sì, ha ragione. Si facciano unendo politica e progetto. Dobbiamo aver fiducia nella nostra gente. E meritarcela. Altre strade non devono sembrare una presa in giro degli elettori con candidati finti».
Per i sondaggi Conte ha maggiori possibilità di vincere contro Meloni. «Avrà più probabilità chi interpreterà in maniera moderna e intelligente i temi che interessano alla gente. Il governo è stato immobile per quattro anni. Le speranze dei giovani o delle famiglie vanno accompagnate. Lo dico da cattolico: chi si farà prossimo alle solitudini, alle difficoltà nella cura dei propri cari, chi si batterà con soluzioni serie di governo per salari dignitosi e per la casa avrà più probabilità di vincere».
La soluzione è un terzo nome, come Silvia Salis?
«Non credo ai salvatori della patria, ma il contributo di tutti è molto utile. Salis è stata eletta per guidare la sua città e, se si vorrà misurare con il livello nazionale, deciderà lei».
Renzi pensa che abbiate la responsabilità storica di impedire alla destra sovranista di prendersi il Quirinale.
«Da ex ministro delle Infrastrutture, dico che il Paese è come un treno. Per non deragliare ha sempre avuto due binari. Il primo è la presidenza della Repubblica, che ha tenuto salde le istituzioni anche quando la politica si è innamorata di populismi senza costrutto. Il secondo è la fiducia in un`Europa più forte».
Conclusione?
«Spero che le elezioni in Spagna, Francia e Polonia non ci consegnino una Ue più debole e che il Quirinale continui a esercitare il ruolo super partes di difesa delle istituzioni e della Costituzione».


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