Graziano Delrio, senatore ed esponente dell`area riformista del Pd, interviene dopo l`intervista ad Avvenire in cui il governatore calabrese Roberto Occhiuto (Fi) ha attaccato Roberto Vannacci sulla remigrazione e ha proposto invece di aprire canali legali per l`ingresso.
Delrio, cosa l`ha colpita della posizione di Occhiuto?
La paura è uno strumento che la politica usa con una certa disinvoltura, purtroppo, non valutando poi le conseguenze. E per questo quando si parla di immigrazione si prefigurano invasioni di massa. Invece anche da destra arriva finalmente un primo passo che prova ad affrontare il problema senza demagogia. Perché l`immigrazione è un tema di interesse nazionale e occorre superare la “legge Bossi-Fini”.
E come si affronta il tema?
Innanzitutto, analizzando dove siamo. A sinistra c`è chi nega che esistano tensioni sociali nei quartieri e nelle scuole dovute alla mancata integrazione. Mentre una certa destra promette cose irrealizzabili come la remigrazione. Bisogna essere chiari: l`immigrazione irregolare esiste anche perché oggi in Italia non si può entrare in modo legale. Gli ingressi previsti dai “decreti flussi” dovrebbero essere oltre 150mila all`anno. Ma, per ragioni burocratiche, per l`85% non si realizzano e così nel nostro tessuto produttivo entrano poco più di 20mila persone all`anno. In altri Paesi ci sono gli sponsor: un`azienda fa fare al lavoratore un corso di formazione e di lingua, poi lo accoglie. La Bossi-Fini crea poi un altro problema.
Ossia?
Se un cittadino straniero lavora tre anni in un cantiere e la ditta fallisce, certamente non è colpa sua. E tuttavia diventa un irregolare e non può avere un permesso per cercare il lavoro. Va riconosciuto che il Governo ha introdotto piccole flessibilità alla Bossi-Fini, ma il sistema va ripensato dall`inizio, costruendo liste in cui le persone si iscrivono mentre sono all`estero. Servono, come sta già facendo Confindustria, corsi di formazione in italiano e per i mestieri di cui c`è bisogno. Si deve introdurre il sistema dello sponsor. E va snellita la burocrazia. Oggi un immigrato che deve rinnovare il permesso di soggiorno magari aspetta nove mesi per un appuntamento e poi altri quattro il documento. Davanti alle questure abbiamo file vergognose. Dall`altro lato, certo, l`Europa deve difendere i suoi confini. Non possono essere i trafficanti a decidere chi arriva in Italia, anche su questo siamo pronti a un confronto.
Domani si vota la legge elettorale che vi obbligherà a un`alleanza con il M5s per vincere alle elezioni. O alla fine vi dividerete sul sostegno militare all`Ucraina?
Dipende dallo spirito con cui si arriva alla discussione. Ho partecipato alla sintesi del programma per il Governo Conte II. Occorre mettere in fila dei punti chiari: dalla casa, che oggi è un tema in tutto il mondo, alla questione demografica, creando un pacchetto di riforme che consenta ai giovani di fare una famiglia con più serenità. Io sono uno pacifista convinto, per il disarmo controllato e parallelo. La direzione non può essere quella di riarmarci sempre di più. Penso agli accordi fatti negli anni 80 per ridurre le testate nucleari che da 70mila divennero 12mila. Ciò detto difendersi è legittimo e non possiamo lasciare l`Ucraina sola contro una aggressione ingiustificabile. E quindi se il primo punto è la pace e la diplomazia bene. Se invece per il M5s è sospendere gli aiuti militari a Kiev è chiaro che l`alleanza non ci sarà.
L`altro grande tema riguarda la guida della coalizione.
A me andavano bene tutte le opzioni, i leader di partito potevano mettersi in una stanza e scegliere loro. Hanno preferito affidare il compito ai cittadini. Con le primarie non si misura la forza dei partiti, servono a trovare una personalità che possa rappresentare un sogno e convincere gli italiani che quel sogno è concreto. Di certo vanno fatte presto.
La settimana prossima si vota il ddl Antisemitismo. Tra le obiezioni mosse, si è detto che basti già la legge Mancino e che la nozione dell`Ihra rischi di includere le critiche a Israele.
Si tratta di critiche che partono da pregiudizi. Il ddl vuole rispondere alle sofferenze di persone in carne ed ossa rafforzando la strategia nazionale contro l`antisemitismo e investendo sulla parte educativa, lavorando nelle scuole e nelle università. La legge Mancino non c`entra nulla : non viene introdotta nessuna sanzione penale o amministrativa. Né viene ridotta la libertà di manifestazione, anzi viene rafforzato il dialogo e la libertà di espressione. Per quanto riguarda la definizione dell`Ihra, è stata adottata in quasi 40 Paesi, anche dal Governo Conte II e dice esplicitamente che la critica ad Israele non è antisemitismo.


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