“Le alleanze sono
importanti, bisogna trovare punti di convergenza, ma bisogna
presentarsi a questi tavoli della convergenza di programma con
una propria identità ben precisa”, “vogliamo che il Pd faccia il
Pd”, “sta ai segretari scegliere il candidato più
rappresentativo per vincere le elezioni. Non è una competizione
tra di noi. Se poi non si farà questo le primarie sono uno
strumento importante di partecipazione: più la partecipazione è
alta, più l’offerta è alta e meglio è. Ci deve essere un doppio
turno, solo a gazebo e non online”. Lo ha detto il senatore Pd
Graziano Delrio, parlando a margine di “Cambiare! L’assemblea
nazionale dei Riformisti”, giornata promossa dall’area
riformista del Pd a Prato.
“Non bisogna avere paura delle primarie – ha aggiunto -. Così
come non bisogna avere paura di avere diverse proposte di
governo. È successo con Letta e Bindi quando c’era Veltroni, è
successo con Renzi quando c’era Bersani. Non capisco questa
paura sinceramente. Non c’è niente da temere. Le regole delle
primarie le stabiliranno i segretari della coalizione e quindi
io penso che loro troveranno il percorso giusto, se vorranno
farle. Non è nelle mani di una minoranza come la nostra decidere
quali sono le regole”.
Secondo Delrio è “un modo sbagliato per sedersi al tavolo sia
quello di porre dei veti nei confronti degli altri. Sono le cose
che desideri fare e che proponi al Paese che definiscono il
perimetro dell’alleanza, non le simpatie personali. Non mi
interessa se Conte è simpatico o antipatico, mi interessa che su
alcune questioni, una volta al governo” si possa avere “le idee
chiare”.

Carburanti: Delrio (Pd), Eni sta facendo quello che il governo non
è riuscito a fare
“L’Eni sta facendo quello che il governo Meloni non è riuscito a fare.
Il governo Meloni ha sprecato soldi dei contribuenti, invece di pensare a
strategie vere che potessero aiutare gli italiani a pagare meno il prezzo
della benzina”. Lo ha dichiarato il senatore del Pd Graziano Delrio,
a margine dei lavori dell’assemblea nazionale dei riformisti dem a Prato.


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