“Finalmente la presidente del Consiglio ha acquisito la consapevolezza dell’importanza di una Italia fortemente europeista e del fatto che rafforzare l’Europa significa rafforzare l’Italia. Questa è sempre stata la nostra idea, l’idea non di un’Europa della burocrazia, non un’Europa di Bruxelles ma un’Europa dei popoli, che sia forte, determinata e in cui l’Italia svolge un ruolo di guida. L’Europa, è un crocevia decisivo proprio quando è evidente che l’alleato Trump non è interessato ad accordi sulla base di valori e interessi comuni. Un alleato intento ad erodere la credibilità degli organismi internazionali deve spingerci non ad allontanarci ma ad avere consapevolezza del nostro ruolo. Per questo proprio perché italiani e orgogliosamente europei, stiamo con l’Ucraina non perché ci conviene ma perché pensiamo che la politica sia appunto non solo difendere gli interessi di se stessi, della propria economia ma perché c’è un quadro di valori, di principi che sono fondanti di questa Unione europea e su cui abbiamo costruito un sogno di pace e di convivenza. E’ chiaro quindi che o si imbocca la strada di una integrazione più profonda o ci si condanna alla marginalità. Non possiamo delegare ad altri la cura del nostro futuro. Dobbiamo rendere l’Unione più forte come diceva e voleva David Sassoli. Una Europa nata come progetto di pace, come unione di popoli dovrebbe agire come un solo stato. Il Governo non condivide questa posizione ma è necessario che l’Italia chieda alla Ue di esercitare il proprio ruolo fino in fondo: politica estera e di difesa comuni. Non dobbiamo imboccare la strada, sbagliata, dell’orgoglio nazionale in contrapposizione con le altre nazioni. In questo senso l’unione bancaria potrebbe portare vantaggi per le nostre imprese, così come una politica energetica comune. E allora è il momento delle scelte, bisogna impegnare l’Italia affinché venga aumentato il contributo per aumentare il budget europeo. Per quanto riguarda la politica estera salutiamo con favore la missione europea per il Libano, ma anche in questo caso è necessario uno scatto in avanti: come è possibile fare ed avere una politica estera veramente efficace se non superiamo il meccanismo di voto all’unanimità? Sul fronte delle migrazioni non ci siamo, nessuno vuole che siano trafficanti a decidere le politiche migratorie, ma noi abbiamo ringraziato chi salva le vite. Difendere i confini europei ha un senso perché siamo europeisti e proprio per questo quanto sta avvenendo con la Spagna è inaccettabile. Noi con la Spagna non condividiamo un confine, non lo abbiamo con Ceuta. E quindi perché sospendere Schengen che costituisce un valore fondante? Spero che questo argomento venga sottratto alla propaganda e si possa sospendere la Bossi-Fini, controllo e diritti e dignità delle persone devono andare insieme”. Così il senatore del Pd, Graziano Delrio, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue.


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