Graziano Delrio, alla Camera il Pd voterà no al ddl sull`antisemitismo.
«Sono molto amareggiato e rattristato. Un argomento così importante come l`antisemitismo meritava una convergenza delle forze politiche come richiesto da Liliana Segre, e questo specialmente in un Paese che ha conosciuto le leggi razziali del fascismo. Quindi speravo in un cambiamento con voto positivo visto che il fenomeno è in crescita esponenziale, che bambini italiani di religione ebraica vengono scortati a scuola e che studenti italiani non possono parlare all`università perché ebrei».
L`antisemitismo alberga anche nella sinistra?
«Non oso nemmeno pensare che vi siano tendenze antisemite nel centrosinistra e nei deputati che votano no. La sinistra italiana da quarant`anni grazie a Occhetto, Napolitano, Prodi e Amato combatte il pregiudizio verso il mondo ebraico. La legge difende una minoranza che è discriminata. Punto. E mai il principale partito della sinistra italiana ha votato contro una legge che difende una minoranza. Purtroppo il clima politico è avvelenato dall`odio. Nella mia carriera politica ho ricevuto insulti e sputi per aver difeso il diritto dei rom e degli immigrati a essere trattati come persone, ma non immaginavo di ricevere minacce e insulti per difendere il diritto dei cittadini italiani di origine ebraica di professare la loro fede e la loro cultura liberamente».
Elly Schlein contesta il ddl perché adotta la definizione dell`antisemitismo dell`Ihra…
«Quella definizione fu adottata dal governo Conte II nel 2020 ed è il riferimento per la strategia contro l`antisemitismo in vigore già oggi. È adottata da 25 Stati su 27 e dalla stessa Unione europea su invito fatto nel 2017 proprio dal Parlamento europeo, votato giustamente anche da Schlein. Dopo dieci anni di ratifica in oltre 40 Paesi del mondo, nessun magistrato ha mai inquisito qualcuno sulla base della definizione».
Non teme che il Pd segua Conte anche sull`Ucraina?
«La radicalizzazione del centrosinistra sui temi della politica estera sarebbe un problema per il Paese. Difendersi è un diritto sancito dall`articolo 51 della carta delle Nazioni Unite. L`aiuto all`Ucraina ha consentito a un popolo coraggioso di resistere. Questa resistenza è la base della possibilità di cercare soluzioni diplomatiche e di pace, ne è la premessa. Non possiamo permetterci che una guerra in Europa venga gestita ovviamente solo sul piano militare, ma deve essere in campo una politica europea di mediazione e dialogo. Sospendere oggi gli aiuti non sarebbe favorire la diplomazia, ma favorire la resa a chi vuole imporre la legge del più forte».
Conte critica gli investimenti per la guerra.
«La guerra è sempre il fallimento della politica e anche dell`umanità, ovviamente. Vi sono però guerre insidiose e meno visibili come quelle fatte alle infrastrutture digitali, al sistema di sicurezza economica e sociale dell`Europa. Questi investimenti in difesa e sicurezza, così come quelli spaziali, sono oggi necessari al mantenimento di una sovranità europea che dobbiamo costruire sempre più. Dico sovranità europea, non nazionale, perché in campo ci sono appunto attori che non amano il modello sociale e democratico europeo come Russia, Cina e anche gli Usa. Nelle prossime elezioni si giocherà in diversi Paesi come Francia, Spagna e Italia proprio la partita decisiva. Salveremo l`Italia solo se sapremo fare quello che le destre non faranno mai: una Europa federale e forte con una unica politica estera e di difesa».
Dicono che lei sia in procinto di andare via dal Partito democratico. È vero?
«Sono rimasto nel Pd quando persino i segretari come Bersani e Renzi se ne andavano. Convinto che il Partito democratico sia capace di rappresentare le speranze e le aspirazioni non di minoranze, ma di una larga parte di famiglie, imprese e cittadini comuni che vogliono più giustizia e uguaglianza nella libertà. Un grande partito ha bisogno di una minoranza che aiuti a comprendere la complessità della società. Se qualcuno non la pensa così lo dica. Non sarebbe accettabile se la minoranza venisse vissuta come i famosi pidocchi nella criniera di togliattiana memoria».