Mancano 15 giorni al voto, che bilancio fai della campagna elettorale?
Il bilancio è quello di uno sforzo titanico, resosi necessario per poter spiegare agli italiani il valore della riforma costituzionale e del cambiamento che porterà, cercando di tenere i contenuti della riforma al di fuori o a margine delle polemiche politiche. Polemiche spesso irresponsabili e fuorvianti, come dimostrano le ultime ingiurie dei 5 stelle che non danno nessun contributo alla comprensione della posta in gioco, ma giocano allo sfascio. Però la maggioranza del Pd, insieme ad altre forze politiche e ad una larga fetta della società sta cercando con ogni sforzo di parlare ai cittadini, di fargli capire quanto sia importante questa riforma. Non solo per il nostro futuro, anche più banalmente per il nostro presente. La differenza che passa tra il caos e l’ordine
Pensi che il Pd si stia impegnando o dovrebbe fare di più? Che giudizio dai della minoranza?
Il partito, quasi tutto, mostra di essere forza di governo e di sapersi accollare la responsabilità di costruire un futuro diverso per il Paese. Tutti i parlamentari schierati per il Si stanno producendo uno sforzo incredibile a partire dai loro territori di origine, per convincere gli elettori ad una scelta di buon senso, per dare una vera scossa ad un sistema bloccato, immobile, burocratizzato e vecchio. Su questo, la minoranza Pd si sta assumendo una responsabilità in senso opposto, schierandosi con le forze della conservazione e della demagogia. Posizioni legittime, ma incomprensibili.
I toni della campagna elettorale a volte sembrano eccessivi e il capo dello Stato ha più volte invitato alla moderazione dei toni. Tu cosa pensi in merito?
Lo spirito del tempo è quello dell’insulto e della distruzione dell’avversario, ma non tutti si piegano a questo andazzo. Non io di certo, né tanti altri parlamentari né milioni di cittadini che in silenzio e con sobrietà si comportano in modo dignitoso e cercano di capire e specialmente di contribuire ad un altro modo di essere e di agire.
Cosa ci si deve aspettare in questi ultimi giorni di campagna elettorale?
Immagino che le polemiche e le aggressioni aumentino, ma anche che la percezione dello sforzo di cambiamento messo in campo aumenti. Magari in silenzio, ma con sempre maggiore convinzione. Io penso che chi è responsabile ed in buona fede debba dare l’esempio di sobrietà e di compostezza, dai rappresentanti delle istituzioni sino ai semplici cittadini. Tocca a tutti scegliere se stare dalla parte di chi cerca di costruire o di chi cerca di distruggere.
Pensi che il cambiamento alla Casa Bianca possa influire sul voto referendario in Italia?
Non vedo un effetto diretto tra l’affermazione di Trump e la ricerca in Italia di un Si al cambiamento. Penso che la vittoria di Trump darà più voce ai populisti e agli urlatori, ma non influenzerà gli italiani. Piuttosto, spero che l’astensione dalle urne sia più bassa di quella americana, dove un elettore su due non è andato a votare.
Dopo il voto, comunque finisca, cosa bisognerà fare per rilanciare il paese?
Non so immaginarlo né vorrei usare frasi retoriche. Il si al Referendum è una sferzata di ottimismo, il No fa rimanere tutto così com’è, dal numero dei senatori ai alle due Camere che raddoppiano tempi e trattative per l’applicazione delle leggi, dal mantenimento degli enti inutili come dei poteri abnormi dati alle Regioni ormai 15 anni fa e che tanti danni hanno fatto al Paese. Inoltre daremo agli speculatori finanziari internazionali motivo di considerarci un paese instabile. E pensare che basta un Si per evitare tutto questo. Mi auguro solo che la speranza vinca sulla paura e sulle bugie. Mai così gli italiani sono stati artefici del loro destino. Nessun catastrofismo, solo senso della realtà.


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