01
ottobre
01/10/2026
h. 15-17

Partecipa
Valeria Valente




Sanità:

“C’è una domanda che dovrebbe assillare chi porta le responsabilità politiche, amministrative e istituzionali, in materia di sanità e salute dei cittadini. Questa domanda, almeno per me ha rappresentato davvero un assillo, quando, per un breve ma intenso periodo di tempo, durante la pandemia, ho avuto l’onore di esercitare responsabilità di governo al ministero della salute. E la domanda è: come assicurare, a fronte della riforma del Titolo V, una sostanziale eguaglianza del diritto alla salute e dell’accesso alle cure a tutti i cittadini che vivano a nord, al centro o al sud Italia? Come uscire inoltre dal troppo frequente e irrisolto problema delle responsabilità e delle competenze tra Stato e regioni con il conseguente, reciproco, scaricabarile? A questo complesso e delicato tema è dedicata l’analisi di Antonio Gaudioso e di Francesco Clementi che porta un titolo molto significativo: “La salute contesa. La metamorfosi silenziosa della tutela della salute a 25 anni dal Titolo V”. Il volume sarà presentato domani in Senato (dalle 15.00 alle ore 17.00, nella Sala Koch di Palazzo Madama, in Piazza San Luigi de’ Francesi 9) e le tesi del libro saranno discusse da esperti, da politici e amministratori”. Lo dice la senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Affari sociali, sanità, lavoro.
“Credo che tutti noi – prosegue Zampa – dobbiamo un ringraziamento vero agli autori non solo perché riporta l’attenzione su un tema cruciale ‘delle’ e ‘per’ le politiche sanitarie, la tenuta del servizio sanitario nazionale, e il diritto dei cittadini alla salute sancito dalla Costituzione ma anche perché indica una via per correggere una delle più gravi ingiustizie qual è quella della disparità nell’ accesso alle cure e per porre rimedio alla ‘contesa’ tra Stato e regioni in materia sanitaria. L’invito degli autori e ad uscire dalla dannosa contrapposizione sulle competenze per adottare finalmente il metodo della leale collaborazione tra Stato e Regioni. Il diritto alla salute, ci ricordano Clementi e Gaudioso, rimane un diritto unitario della Repubblica pur nel quadro del titolo V. Un diritto che si realizza attraverso un sistema articolato ma non per questo destinato al fallimento o alla non esigibilità. La vera sfida consiste dunque nella messa in campo di una fattiva collaborazione tra le istituzioni che portano la responsabilità di dar corso al diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione. A questo riguardo preziosa risulta la proposta di superare in sede di Conferenza Stato – Regioni, l’unanimità attualmente richiesta per le intese in materia sanitaria.
Per concludere con le parole degli autori, possiamo convenire che a 80 anni di distanza dalla stagione Costituente ‘la tutela della salute continua a rappresentare uno degli ambiti nei quali’ verificare ‘la capacità dell’ordinamento di rimanere fedele ai principi che ne hanno accompagnato l’origine, adattandoli responsabilmente alle trasformazioni della società’, e che ‘nessun altro diritto fondamentale richiede con altrettanta evidenza il concorso coordinato di istituzioni, amministrazioni, competenze professionali, risorse finanziarie e capacità programmatoria’”.