“Non possiamo accettare che la sanità pubblica perda la capacità di assicurare cure tempestive e universali, mentre cresce il numero di chi rinuncia a curarsi o è costretto a pagare.
Dobbiamo ringraziare i sei presidenti di Regione – Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Toscana, Campania e Puglia – che hanno chiesto al Governo maggiori risorse per il SSN, portando con forza all’attenzione pubblica il rischio di un progressivo indebolimento della sanità universalistica. La loro battaglia è la nostra, é di tutti i cittadini e le cittadine. Servono risorse aggiuntive, almeno 5,5 miliardi di euro, come indicato dallo stesso ministro della Salute di questo Governo. L’Italia è sotto la media UE per investimenti, dobbiamo arrivare almeno al 7% del Pil. In Abruzzo conosciamo bene quale sia la condizione della sanità, le difficoltà che incontrano i nostri cittadini e tutto il personale che lavora in condizioni difficilissime. Secondo i dati ISTAT relativi al 2024, ripresi dalla Fondazione GIMBE nell’ottobre 2026, il 12,6% della popolazione abruzzese, circa 160 mila cittadini, ha dichiarato di aver rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici. Chiedo allora che cosa stia facendo la Regione e il presidente Marsilio per garantire ai cittadini il diritto alla cura. Perché non alza la voce anche lui nei confronti del Governo? Marsilio faccia la sua parte e il suo dovere, senza sacrificare l’Abruzzo sull’altare delle convenienze politiche”. Così in una nota il senatore del PD Michele Fina.