“Il settore dei call center é stato investito, come tutte le forme di lavoro, e in particolare negli ultimi tre anni, dall’avvento dell’Ai generativa, con gli assistenti virtuali e i sistemi di risposta automatizzata. Per questo il ddl 1316, ora in discussione nelle commissioni congiunte IX e X della Camera ma risalente al 2023, rischia di non dare le risposte necessarie ad un comparto che impiega 45mila lavoratrici e lavoratori, spesso concentrati territori provati da fragilità occupazionali ed economiche”. Così in una nota, il senatore del Pd Michele Fina e i deputati del Pd Andrea Casu ed Anthony Barbagallo che hanno depositato, nei rispettivi rami del parlamento, un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nell’interrogazione si sottolinea anche la mancata attenzione del ddl verso il rinnovo del CCNL delle Telecomunicazioni del 2025 e ulteriori criticità su delocalizzazione, clausola sociale e contrasto al telemarketing selvaggio. “Sono potenzialmente a rischio- continuano i parlamentari Pd- oltre 15mila lavoratori. Per questo le segreterie nazionali di Slc, Fistel e Uilcom hanno chiesto al Mimit e al Ministero del Lavoro l’apertura di un tavolo di crisi nazionale. Vogliamo sapere dunque se il Governo, con i ministeri interessati, non ritenga urgente l’istituzione di questo tavolo e se non ritenga utile una revisione del ddl. Servono -concludono- misure di sostegno a reddito, formazione e riqualificazione professionale per tutelare i livelli occupazionali di un settore importante”.


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