“La difesa di Banca Monte dei Paschi di
Siena non può e non deve essere un terreno di scontro elettorale,
ma non può nemmeno trasformarsi in un alibi per coprire
incertezze o scelte che potrebbero rilevarsi penalizzanti per il
nostro territorio”. È quanto afferma, in una nota, il senatore
del Pd Silvio Franceschelli commentando la fase attuale del
risiko bancario che vede in gioco il futuro dell’istituto senese.
“Se c’è una lezione che la storia recente ci ha insegnato in
occasione di altri tentativi di acquisizione come quello del
2021, è che l’unità istituzionale, riesce a scongiurare e
ridefinire le operazioni in partenza prive delle idonee garanzie
di salvaguardia, solamente se c’è il confronto costante e la
volontà del governo, ora come allora”, precisa il senatore dem.
Che ricorda come, all’epoca, “Mps era una realtà complessa da
gestire; oggi è un player nazionale in piena salute, un
primatista industriale e questo grazie alle difficili scelte a
suo tempo effettuate con la concertazione del governo, delle
istituzioni locali ed il ruolo essenziale delle parti sociali, in
primis i lavoratori a cui tanto si deve”. Eppure, accusa
Franceschelli, “oggi l’atteggiamento dell’esecutivo appare
equivoco, disinteressato e privo di una vera politica industriale
se non quella di aver fatto cassa in modo frettoloso, dismettendo
anzitempo ed in modo sconveniente per il Paese le proprie
partecipazioni e questo ce lo ricordano i numeri, non le
valutazioni politiche di parte”.


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