“Il governo Meloni intervenga
subito sull’emergenza carburanti, ormai estesa a tutto il Sud e
divenuta una grave crisi economica e sociale che minaccia la
sopravvivenza di centinaia di imprese, mette in pericolo
migliaia di posti di lavoro e sta compromettendo
l’approvvigionamento delle merci. In Calabria, poi, diversi
distributori sono rimasti senza carburante”. E’ quanto si legge
in una nota del PD Calabria che “lancia così l’allarme ed
esprime grande solidarietà ai manifestanti e forte
preoccupazione per l’aggravarsi della situazione, anche in vista
del fermo dell’autotrasporto annunciato per venerdì 16 ottobre”.
“Servono risposte immediate – dichiara il senatore Nicola
Irto – al grido di dolore che arriva dalle strade calabresi e
dalle altre regioni del Sud. Il gasolio ha raggiunto in alcuni
casi prezzi superiori a 2,30 euro al litro e agricoltori e
autotrasportatori denunciano costi comprensibilmente
insostenibili. Il governo ha il dovere di ascoltarli, di
confrontarsi con le loro rappresentanze e di adottare
provvedimenti adeguati alla gravità della crisi. Non possiamo
assistere alla chiusura delle aziende e all’impoverimento di
intere comunità”.
“Il Partito democratico – prosegue Irto – ha già indicato
soluzioni concrete in Parlamento, che però la maggioranza ha
respinto. Abbiamo, infatti, proposto il meccanismo dell’accisa
mobile, per destinare alla riduzione delle imposte sui
carburanti le maggiori entrate Iva prodotte dai rincari del
petrolio. Ma il governo ha invece scelto la strada di riduzioni
temporanee delle accise sul gasolio, che però sono insufficienti
a proteggere imprese e cittadini. Chiediamo una riduzione più
consistente e duratura del carico fiscale sui carburanti,
crediti d’imposta più alti e adeguati per gli autotrasportatori,
sostegni specifici per il gasolio agricolo, oltre che lo sblocco
dei crediti spettanti alle imprese del trasporto e controlli
rigorosi contro eventuali speculazioni. Urgono, inoltre,
interventi sui costi della logistica e misure a tutela delle
famiglie, che subiscono gli aumenti dei prezzi dei beni
essenziali”.