“Il costo della crisi non può ricadere ancora su famiglie, lavoratori e imprese. Milioni di italiani fanno i conti con l’aumento dei prezzi, delle bollette e dei carburanti, mentre il Governo non offre risposte adeguate a chi fatica ad arrivare alla fine del mese”. Lo dichiara Nicola Irto, senatore del Partito Democratico
“L’aumento di benzina e diesel pesa soprattutto sui redditi più bassi e su chi vive nei piccoli Comuni, dove il trasporto pubblico è spesso insufficiente. La situazione è difficile anche per agricoltori e allevatori, alle prese con il caro gasolio agricolo, energia e trasporti, mentre i prezzi riconosciuti per i prodotti spesso non compensano il lavoro svolto. Le proteste degli agricoltori in Calabria mostrano le difficoltà di aziende, famiglie e comunità che rischiano di non farcela.
Le stesse difficoltà riguardano autotrasportatori, artigiani, commercianti e piccole imprese. L’aumento dei costi di produzione e distribuzione si ripercuote sull’intera filiera e grava anche sui consumatori, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto.
Il Governo non può limitarsi a richiamare le tensioni internazionali. Come Partito Democratico abbiamo proposto un meccanismo di accisa mobile, una riduzione del carico fiscale sui carburanti, sostegni per lavoratori, agricoltori e imprese, oltre a maggiori risorse per il trasporto pubblico. Il Governo ha scelto di non accogliere queste proposte.
Quando era all’opposizione, Giorgia Meloni aveva fatto delle accise una delle sue principali battaglie. Oggi quelle promesse sembrano dimenticate. Per l’insufficienza delle misure previste, il Partito Democratico esprime voto contrario al decreto. Chi lavora e produce non può continuare a pagare il prezzo più alto della crisi”.