“Quello che il governo presenta come l’inizio di una nuova stagione energetica è, nei fatti, una delega vastissima che rinvia a domani le decisioni essenziali. Mancano i costi, mancano i tempi, mancano le coperture e manca una valutazione compiuta delle tecnologie disponibili. Al Parlamento si chiede, quindi, un voto al buio”. Lo dichiara il senatore e segretario del Partito democratico Nicola Irto, intervenendo in Aula a Palazzo Madama sul provvedimento del governo in materia di energia nucleare.
“Il governo vuole un’autorizzazione politica per poter dire agli italiani di avere riportato il nucleare nel Paese, mentre tutto il resto viene rinviato ai decreti legislativi. La propaganda è di oggi, le decisioni arriveranno domani. Questa legge non costruisce nessuna centrale, non produce neppure un kilowattora e non riduce di un euro la bolletta di una famiglia”.
“La domanda – continua Irto – è semplice: chi metterà i soldi? Le imprese private, i contribuenti o le famiglie attraverso le bollette? Nel testo non c’è una risposta. E mentre si promette il nucleare, le famiglie affrontano oggi il caro energia, le imprese soffrono e le rinnovabili continuano a scontare ritardi e ostacoli”.
“L’Italia porta ancora sulle proprie spalle la stagione nucleare del passato: lo smantellamento degli impianti non è concluso e il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi non è stato realizzato. Volete aprire un nuovo ciclo senza avere chiuso il precedente e senza aver chiarito come affrontare quello che già esiste”.
“Questo è il metodo del governo Meloni: prima gli annunci, poi le decisioni e infine i conti da presentare agli italiani. Sul nucleare chiedete al Parlamento una delega in bianco e pretendete che siano i cittadini a firmare oggi un assegno che il governo non ha nemmeno quantificato. Non è una politica energetica: è una promessa elettorale costruita sulla propaganda. E il Paese non può essere governato con gli slogan”, conclude Irto.