“Essere la prima donna a Palazzo Chigi dovrebbe significare aprire la strada alle altre. Meloni fa l’opposto cancellando le garanzie di parità nella legge elettorale e restringendo l’accesso delle donne al Parlamento”. Lo dichiara Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo Pd al Senato.
“Con i capilista bloccati, chi decide le candidature decide anche chi ha più possibilità di essere eletto. Eliminare i vincoli di equilibrio tra donne e uomini significa dare ancora più potere alle segreterie e rendere la rappresentanza femminile dipendente dalle loro concessioni. Altro che merito e libertà di scelta”, incalza la senatrice dem.
“L’articolo 51 della Costituzione impegna la Repubblica a promuovere le pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive. La maggioranza va nella direzione opposta. Le donne non chiedono favori, chiedono condizioni eque per partecipare alle decisioni del Paese. La conquista di una sola non può diventare l’alibi per arretrare sui diritti di tutte”, conclude Lorenzin.


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