“Accolgo con sollievo e soddisfazione il parere netto del Consiglio superiore di sanità: sull’obbligo vaccinale previsto dalla legge del 2017 non si torna indietro. Le coperture sono cresciute e le evidenze scientifiche confermano la necessità di mantenere quella protezione. È una risposta importante e inequivocabile”. Lo scrive Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd, in una nota.
“Ma proprio per questo non possiamo ignorare la domanda che il Governo ha ritenuto di porre al CSS: se fosse ancora opportuno mantenere l’obbligo. Una domanda che non nasce da nuove evidenze scientifiche o da un mutamento epidemiologico e che si inserisce, invece, in un clima politico sempre più preoccupante – incalza la senatrice dem -. Il mancato rinnovo del NITAG, l’organismo indipendente che dovrebbe garantire competenza e continuità scientifica alle strategie vaccinali, le ambiguità dell’Italia sulla cooperazione internazionale per la preparazione alle pandemie e la lentezza con cui si aggiornano e attuano le nostre strategie di prevenzione non sono episodi scollegati. Segnalano un fastidio crescente di una parte della maggioranza verso la scienza, i vaccini e le istituzioni indipendenti chiamate a orientare le decisioni pubbliche”.
“Quello che sta accadendo negli Stati Uniti deve essere per noi un enorme campanello d’allarme. L’amministrazione Trump ha appena deciso di restringere le vaccinazioni pediatriche raccomandate e di indicare la separazione del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, senza che siano emerse nuove evidenze scientifiche che giustifichino questo cambio di rotta – aggiunge Lorenzin -. A pagarne per primi le conseguenze saranno i cittadini americani, attraverso minori coperture, maggiore circolazione di malattie prevenibili e soprattutto una progressiva erosione della fiducia nelle istituzioni sanitarie”.
“Ma sarebbe un errore pensare che sia soltanto una questione americana. La sfiducia viaggia molto più velocemente dei virus e attraversa confini, social network e sistemi politici”, chiarisce la senatrice.
“Per questo oggi difendere l’autonomia della scienza, il metodo scientifico e le decisioni fondate sulle evidenze non significa soltanto difendere la salute pubblica. Significa difendere la democrazia. Perché quando la politica pretende di stabilire ciò che è scientificamente vero sulla base della convenienza ideologica, il problema non riguarda più soltanto i vaccini: riguarda la qualità stessa delle nostre istituzioni”, conclude Lorenzin.


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