Debito in affanno, meno risorse ai territori e i servizi sanitari regionali. La Corte dei conti descrive una dinamica del debito in significativo affanno: la discesa slitta ancora, dal 2027 al 2028, e il miglioramento previsto si riduce. La maggioranza continua a raccontare che va tutto bene, mentre aumentano le difficoltà dei servizi pubblici e delle famiglie. La responsabilità sui conti è necessaria, ma non può tradursi nello scaricare sui cittadini il costo delle contraddizioni del governo». Lo dichiara Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo Pd al Senato.
«Si riducono le risorse a disposizione degli enti locali proprio mentre cresce il bisogno di assistenza, servizi sociali e sostegno alle famiglie. I Comuni sono il primo presidio a cui si rivolgono le persone: indebolirli significa lasciare soli anziani, persone fragili e genitori, oppure costringerli a pagare di più per i servizi».
«In sanità, il disavanzo di 2,3 miliardi nelle Regioni non sottoposte a piano di rientro è un segnale che non si può ignorare. L’aumento dei costi delle aziende sanitarie, il superamento dei tetti di spesa e un finanziamento che non riesce a coprire i bisogni mettono sotto pressione il sistema. Il conto finisce sui cittadini, attraverso attese più lunghe, difficoltà di accesso e spese sostenute di tasca propria».
«Quando il governo parla di “efficientamento”, la domanda è immediata: quali servizi e quali prestazioni saranno tagliati? Recuperare gli sprechi è doveroso, ma non può diventare l’alibi per finanziare meno le cure. Restano gli squilibri tra Nord e Sud nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, mentre manca una strategia per accompagnare le trasformazioni del Paese, a partire dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescita delle cronicità e della non autosufficienza».
«Servono scelte strutturali, risorse adeguate e una programmazione che tenga insieme sanità e servizi territoriali. Il governo continua a galleggiare, ma le cure e l’assistenza non si pagano da sole. E la distanza tra la propaganda e la vita quotidiana degli italiani diventa ogni giorno più grande», conclude Lorenzin.