“Cinque milioni e ottocentomila italiani che in un solo anno rinunciano a visite ed esami sono la fotografia più drammatica della crisi del nostro Servizio sanitario nazionale. Ora persino il ministro Schillaci chiede al Governo almeno 5-5,5 miliardi in più per la sanità nella prossima legge di bilancio, riconoscendo di fatto quello che denunciamo da quattro anni: il finanziamento del SSN non regge più il combinato disposto dell’invecchiamento della popolazione, della fuga del personale sanitario, dell’inflazione e dell’accesso alle nuove terapie”. A dirlo Beatrice Lorenzin, vice presidente dei Senatori Pd.
“La prossima legge di bilancio sarà quindi la prova del nove per Meloni e per la sua maggioranza, vedremo se alle parole seguiranno finalmente le risorse necessarie per personale, liste d’attesa e servizi ai cittadini – prosegue Lorenzin – Ma in questi anni non sono mancate soltanto le risorse. Sono mancate soprattutto le riforme e una vera strategia per rendere il SSN capace di affrontare la nuova domanda di salute. E mentre il sistema nazionale si indebolisce, l’unica grande riforma che il Governo sta concretamente portando avanti in sanità è l’autonomia differenziata, con le pre-intese già aperte anche sulla tutela della salute”.
“È un paradosso pericolosissimo. Mentre aumentano le disuguaglianze territoriali e quasi un italiano su dieci rinuncia alle cure, invece di rafforzare l’universalismo del Servizio sanitario nazionale si rischia di frammentarlo ulteriormente. Sarebbe il colpo di grazia a un SSN che ha bisogno esattamente del contrario: più risorse, più personale, più capacità di governo nazionale e uguali diritti alla salute da Nord a Sud”, conclude Lorenzin.