“La solidarieta’ espressa da Emanuele
Monti agli esponenti e ai funzionari del Partito Democratico
aggrediti negli uffici del Consiglio regionale della Lombardia,
a margine di un convegno di no vax, e’ certamente doverosa. Ma
non risolve una questione istituzionale molto piu’ seria. Il
punto non e’ la netta separazione che dovrebbe esistere tra
dibattito e violenza, e nessuno mette in discussione la liberta’
di espressione, che deve essere garantita a tutti. Il punto e’
la responsabilita’ di chi ricopre incarichi pubblici, tanto piu’
quando riguardano direttamente la tutela della salute”. Cosi’ la
senatrice Beatrice Lorenzin, vice presidente del gruppo PD a
Palazzo Madama.
“Emanuele Monti non e’ soltanto un consigliere regionale: e’
componente del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia
Italiana del Farmaco, una delle piu’ importanti istituzioni
scientifiche e regolatorie del nostro Paese, che ha tra i suoi
compiti anche la farmacovigilanza e il monitoraggio delle
reazioni avverse. Chi ricopre un incarico di tale
responsabilita’ ha il dovere di difendere la credibilita’ della
scienza, delle istituzioni sanitarie e delle politiche di salute
pubblica. Per questo – continua Lorenzin – considero grave che
abbia promosso e aperto le porte di un’istituzione pubblica a
un’iniziativa nella quale sono state sostenute posizioni che
mettono in discussione vaccini e protocolli ospedalieri. Non
basta affermare di non condividere necessariamente cio’ che
viene detto: quando si ricoprono incarichi di questa natura, le
scelte istituzionali hanno un peso e comportano una
responsabilita’”. “Il confronto con i cittadini, compresi coloro
che hanno subito reazioni avverse e chiedono ascolto alle
istituzioni, e’ non soltanto legittimo, ma necessario. Altra
cosa e’ offrire legittimazione istituzionale a narrazioni
antiscientifiche che rischiano di minare la fiducia nei vaccini,
nella medicina e nel Servizio sanitario nazionale. Dopo quanto
accaduto al Pirellone, questa contraddizione non puo’ essere
ignorata”. “Per questo – sottolinea Lorenzin – chiedo al
ministro della Salute Orazio Schillaci di intervenire sulla
vicenda e al ministro Giorgetti, che lo ha nominato nel CdA di
AIFA, di valutare se sussistano ancora le condizioni di
opportunita’ perche’ Emanuele Monti continui a ricoprire il
proprio incarico nel Consiglio dell’Agenzia”.”La liberta’ di
espressione e’ un principio della democrazia. La tutela della
salute pubblica e della credibilita’ delle istituzioni
scientifiche e’ una responsabilita’. Chi rappresenta AIFA deve
sapere distinguere con nettezza le due cose”, conclude
Lorenzin.