“Il problema di questo provvedimento non è quello che contiene. Il problema è ciò che ancora una volta dimostra: il Governo continua ad affrontare una crisi strutturale come se fosse un’emergenza occasionale. Siamo davanti all’assenza di una strategia e di una politica degna di questo nome”. Lo ha detto il senatore del PD Alberto Losacco intervenendo sul decreto carburanti-Ilva.
“La crisi energetica non nasce oggi – ha aggiunto – La vulnerabilità energetica del nostro Paese è un dato di fatto dal febbraio 2022, otto mesi prima che questo Governo entrasse in carica. Ad agosto, per il mancato contenimento del prezzo del carburante, l’inflazione ha segnato il proprio record da 3 anni a questa parte: +3,3%. E oggi, l’Istat nel dirci che l’Italia non uscirà dalla procedura d’infrazione, ci dice anche un’altra cosa: che la pressione fiscale nel 2025 è salita al 42,9%. È la fotografia esatta di un fallimento che passa non da misure sbagliate, ma dalla completa mancanza di iniziativa: il Governo più longevo d’Italia che si è caratterizzato per una straordinaria corsa sul posto”.
“E purtroppo la stessa assenza di visione la ritroviamo sull’Ilva – ha proseguito – In questi anni il governo non è riuscito a definire quale debba essere il futuro produttivo dell’ex Ilva: quali investimenti realizzare, quali tecnologie adottare, quali tempi rispettare per la riconversione, quali obiettivi perseguire sul piano ambientale e della tutela occupazionale. La destra non è riuscita a costruire un collegamento tra trasformazione industriale e protezione sociale: garantire i lavoratori diretti, tutelare l’indotto, sostenere le imprese che stanno pagando gli effetti della crisi, accompagnare i lavoratori attraverso percorsi di formazione e riqualificazione. Il governo non è riuscito a guardare oltre i cancelli della fabbrica”.
“La crisi dell’ex Ilva non riguarda soltanto un impianto siderurgico: riguarda una città e un territorio intero – ha concluso Losacco – Questa è la differenza tra usare le risorse pubbliche per prendere tempo e usarle per costruire il futuro di un territorio. Un Paese come l’Italia tutto questo non può più permetterselo”.


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