“La presidente MELONI scopre oggi
un’urgenza che in Parlamento conosciamo da tempo. Sull’eta’
minima per l’accesso ai social network esiste gia’ un testo
condiviso, costruito al Senato con un lavoro trasversale insieme
alle colleghe Mennuni e Madia, ed e’ pronto per essere
approvato. Se e’ ancora fermo non dipende dal Parlamento, ma da
un GOVERNO che per mesi non ha trasmesso i pareri necessari per
andare avanti”. Lo dice Simona MALPEZZI, senatrice del PD e vice
presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza.
“Le famiglie, le associazioni, le scuole ce lo chiedono da
tempo, e nel frattempo altri Paesi europei hanno legiferato e
l’Unione si e’ mossa. L’Italia invece e’ rimasta ferma, e a
pagarne il prezzo sono i ragazzi, esposti ogni giorno a
contenuti e meccanismi pensati per trattenerli e profilarli.
Tutelare i minori significa anche avere il coraggio di porre
regole alle grandi piattaforme, senza timori reverenziali verso
chi su quei dati costruisce profitti enormi”.
“Dobbiamo sostenere ogni iniziativa che porti rapidamente questa
norma in Gazzetta: segnalo che anche nei precedenti decreti
sicurezza avevamo presentato emendamenti sul divieto social. Lo
faremo anche a questo sperando che Giorgia MELONI con il suo
GOVERNO diano finalmente pareri favorevole. Se la disponibilita’
della presidente del Consiglio e’ reale, lo si vedra’ subito: il
GOVERNO dia i pareri e la maggioranza voti. Non servono annunci,
serve una legge. E quella legge e’ pronta”, conclude Malpezzi.


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