Simona Malpezzi, voi riformisti del Pd non avete votato la relazione della segretaria Elly Schlein, perché questa scelta visto che avete apprezzato molto di quello che ha detto?
«La segretaria ha avuto un grande scatto di orgoglio nei confronti dei Cinque Stelle che chiedevamo e abbiamo apprezzato. E la sua posizione sull`Ucraina è stata limpida. Sulla costruzione del programma, che vorremmo aperto alla partecipazione di tutte le sensibilità del Pd per renderlo ancora più forte, e sulla individuazione del percorso che ci porterà alle primarie ci sono punti che, invece, abbiamo posto e devono essere ancora chiariti. Ci teniamo al nostro partito e quindi continueremo a lavorare per affrontare insieme le questioni che abbiamo evidenziato. Il pluralismo è una ricchezza, non un problema da risolvere».
La risposta della leader dem a Giuseppe Conte, però, vi è piaciuta.
«La segretaria ha avuto in tutti questi mesi un atteggiamento molto paziente, forse troppo, rispetto a chi ha cercato spesso un approccio muscolare. Una coalizione sta insieme nel confronto non nelle prove di forza. Il Pd, proprio perché è il principale partito della coalizione, deve avere la responsabilità e l`ambizione di guidarla».
Resta il nodo dell`Ucraina. La segretaria dice che si risolverà, ma Conte è stato ultimativo: no a compromessi, la linea su Kiev deve cambiare. Si arriverà mai a una soluzione?
«La stella polare deve essere l`Europa. Difendere l`Europa oggi significa difendere l`Ucraina e il diritto internazionale. Trovo poco onesto nei confronti degli italiani chi continua a contrapporre “pacifisti”, loro, a “bellicisti”, noi. Anche noi vogliamo la pace, una pace giusta e duratura che non premia chi aggredisce e stia al fianco di chi è stato aggredito. La diplomazia è indispensabile ma non può significare la resa alle ragioni del più forte».
E su che cosa voi non siete disposti a cedere?
«La politica estera misura la credibilità di un Paese, la sua affidabilità e il suo ruolo in Europa e nel mondo. Non potremo mai accettare che le ragioni di un popolo aggredito siano equiparate a quelle del suo aggressore. Non sarebbe una pace giusta e duratura, ma un`ipoteca sulla sicurezza dell`Europa e sul futuro delle nuove generazioni».
Perché chiedete il doppio turno per le primarie? Forse perché vorreste presentare un altro candidato?
«Abbiamo chiesto di aprire una discussione su ciò che può aiutare ad allargare la partecipazione, prima ancora dei nomi nel rispetto dello spirito delle primarie: non uno scontro tra partiti ma la proposta di candidature capaci di confrontarsi, coinvolgere gli elettori e allargare il consenso oltre i confini dei singoli partiti. Il secondo turno consente di costruire una sintesi più ampia, proprio per evitare quelle eccessive polarizzazioni che preoccupano una parte non secondaria del nostro elettorato».
Molti di voi si sono espressi contro il voto online alle primarie. Pensate veramente che possano esserci delle interferenze esterne?
«Siamo in una fase storica nella quale le interferenze e le manipolazioni dei processi democratici sono una preoccupazione concreta. Ci preme solo segnalare che il voto online presenta rischi che non possiamo liquidare in nome della comodità. La partecipazione va certamente favorita, ma senza rinunciare alle garanzie necessarie a tutelare la credibilità del risultato».
Conte ha detto che Schlein deve farsi garante di Renzi. È un modo per inguaiarvi o piuttosto la scappatoia con cui Conte accetta Renzi?
«Non ho capito esattamente cosa intenda Conte ma per me un punto è chiaro: vinciamo solo se siamo in grado di mettere in campo una alleanza larga ed equilibrata».


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